FOTO / Una panchina rossa per Melania Rea al Liceo Milli

Inaugurato a Teramo un simbolo contro la violenza di genere dedicato alla mamma uccisa a Ripe 15 anni fa. Presenti il padre e il fratello della vittima: “Non abbiate paura, denunciate”

TERAMO – Una macchia di rosso dentro il Liceo delle Scienze Umane ‘Giannina Milli’ per non dimenticare e, soprattutto, per proteggere il futuro. È stata svelata questa mattina a Teramo una panchina rossa dedicata alla memoria di Melania Rea, la giovane mamma uccisa il 18 aprile 2011 nel bosco delle Casermette a Ripe di Civitella dal marito Salvatore Parolisi.

All’evento hanno partecipato il padre di Melania, Gennaro Rea, e il fratello Michele, che ha rivolto un messaggio accorato ai tantissimi studenti presenti: “Voi potete scrivere un futuro diverso“. “Questa panchina è per Melania, ma è per tutte le donne vittime di femminicidio“, ha esordito Michele Rea, sottolineando come queste iniziative servano a dare coraggio a chi vive nel silenzio della violenza. “Alle ragazze che hanno paura di denunciare o di essere giudicate dico: chiedete aiuto immediatamente. Esistono i centri antiviolenza, le ‘stanze rosa’, qualcosa si è fatto ma bisogna fare ancora molto di più“.

Rivolgendosi direttamente agli studenti, Rea ha aggiunto: “In voi rivedo mia nipote Vittoria. Noi siamo qui per proteggere lei e tutte voi. Voi siete il futuro e avete il potere di scriverne uno diverso da quello che viviamo oggi, un futuro senza più paura“.

Il fratello della vittima è tornato a parlare del percorso giudiziario che ha portato alla condanna dell’ex marito e militare Salvatore Parolisi (nel 2016 a 20 anni, dopo la riduzione della pena dall’ergastolo a 30 anni), evidenziando le lacune normative del passato rispetto alle conquiste attuali. “Nel nostro caso la legge ha permesso sconti di pena: alla fine, dei vent’anni inflitti, ne sconterà circa sedici. Ma la pena non è mai troppa per chi toglie una vita“, ha dichiarato Rea.

Tuttavia, Michele ha riconosciuto il valore del percorso legislativo intrapreso dopo la tragedia della sorella: “Il sacrificio di Melania è stato forse la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Grazie alla legge del 2018, oggi per questi delitti è previsto l’ergastolo. È un passo avanti fondamentale, anche se il vero ergastolo è quello che tocca alle famiglie delle vittime e ai figli che restano“.

Uno dei momenti più toccanti dell’intervento ha riguardato Vittoria, la figlia di Melania, che all’epoca dell’omicidio aveva solo 18 mesi. “Dopo quello che è successo, il suo futuro sembrava già scritto. Ma oggi, a 16 anni, posso dire che quel destino è cambiato“, ha raccontato lo zio con orgoglio.

Grazie al supporto di una famiglia unita e di un percorso psicologico costante, Vittoria è oggi descritta come una ragazza “normale e solare“: va bene a scuola, frequenta il cinema e la discoteca, ama il ballo. “Ci dà ottime soddisfazioni. Lo Stato ci ha supportato come vittime di femminicidio e siamo stati fortunati, perché quel sostegno è stato vitale per farla crescere in maniera serena“.

La cerimonia si è conclusa con un richiamo alla responsabilità collettiva. “L’assassino prima o poi uscirà e potrà rifarsi una vita, chi è morto non torna – ha concluso Michele Rea -. Per questo è importante essere qui: per ricordare che la furbizia e la prepotenza non devono vincere. Siate sentinelle l’uno dell’altra

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