Quando la buona sanità non fa rumore: la gratitudine all’Utic

La lettera di Damiano Mazzoni: “Mio padre Piero non è stato solo curato, ma accudito con un’umanità rara. Grazie al primario De Remigis e a tutto lo staff”

TERAMO – In un’epoca dominata dal rumore dell’indignazione social e dalle cronache spesso incentrate sui disservizi, emerge una voce fuori dal coro che sceglie di non alimentare polemiche, ma di celebrare l’eccellenza. È quella di Damiano Mazzoni, che ha voluto rendere pubblica la propria testimonianza di stima e ringraziamento nei confronti del reparto UTIC (Unità di Terapia Intensiva Cardiologica) dell’ospedale di Teramo.

Tutto ha inizio mercoledì 1^ aprile, quando Piero Mazzoni, colto da un improvviso malore cardiovascolare, viene ricoverato d’urgenza. Un momento di grande angoscia per la famiglia, che tuttavia si è trasformato presto in un sentimento di profonda fiducia.

La preoccupazione era grande – scrive il figlio Damiano – ma ho avuto fiducia perché ho riscontrato fin da subito tanta attenzione, professionalità e cura dei dettagli. Ma soprattutto, ho trovato tanta umanità, un valore così raro nella nostra società“. Nel corso di una settimana intensa, segnata da due interventi chirurgici, Piero Mazzoni è stato al centro di un approccio che va oltre il semplice dovere professionale. Secondo il racconto della famiglia, il paziente non è stato solo ‘trattato’, ma accudito, stimolato e rasserenato.

Mio padre non era circondato da persone che erano lì solo per fare il proprio compitino – prosegue la lettera – ma era monitorato da professionisti che hanno riservato grande attenzione all’aspetto mentale e psicologico, rivelando amore e passione per il proprio lavoro“. Il messaggio di gratitudine è rivolto a tutta la squadra che opera in prima linea, dagli infermieri ai medici, con una menzione speciale per il primario, il dottor Franco De Remigis, che tutti conoscono per competenza, passione e grande esperienza. Mazzoni sottolinea come la stima sia nata non solo dall’osservazione diretta, ma anche dai racconti del padre Piero, descritto come un uomo poco incline ai complimenti se non strettamente meritati.

La testimonianza si chiude con un auspicio per il futuro e per gli altri pazienti: la speranza che il reparto UTIC e il Pronto soccorso di Teramo continuino a rappresentare un porto sicuro per chi si trova ad affrontare situazioni così delicate: “Spesso ci si dimentica di chi dedica la propria vita a salvare quella degli altri – conclude Damiano Mazzoni – ma non è questo il caso“. Una storia a lieto fine che ricorda come, dietro le eccellenze tecnologiche, sia sempre il fattore umano a fare la differenza tra una cura e una guarigione e in questo l’Utic è esempio di eccellenza al Mazzini di Teramo.

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