D’Alberto gioca d’anticipo: azzera la giunta per blindare la coalizione

Il sindaco stoppa le ‘fibrillazioni’ del Partito Democratico e avvia il rimpasto: “Basta logiche di poltrone, serve uno scatto per il fine mandato”

TERAMO – Una mossa sullo scacchiere della coalizione che governa la città di Teramo dal 2018, per riprendere in mano il boccino del gioco politico. Il sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto, rompe gli indugi e annuncia l’azzeramento totale della Giunta comunale. Una decisione che arriva nel pieno di una fase di forte tensione interna alla maggioranza, con il Partito Democratico apparso negli ultimi tempi in fibrillazione e protagonista di un braccio di ferro sempre meno velato con il primo cittadino, dopo il colpo subìto, a suo dire, all’interno della Fondazione Tercas, dove paradossalmente è stata avversata dal Pd stesso la nomina della loro rappresentante Manola Di Pasquale.

Con un comunicato dai toni netti, D’Alberto rivendica il primato dell’azione amministrativa su questi “piccoli interessi di bottega“. Pur riconoscendo al PD il ruolo di “architrave politica” del progetto di centrosinistra, il sindaco mette in chiaro che il rilancio dell’azione di governo non passerà per meri calcoli di equilibrio. “La rivisitazione della Giunta non può e non dovrà mai essere una questione di meri equilibri politici – scrive D’Alberto -. “A questa maggioranza non appartengono e non apparterranno istinti rivendicativi che nulla hanno a che vedere con il bene della città“.

Il sindaco ammette che, fisiologicamente, sono stati commessi degli errori e che è giunto il momento di chiudere un ciclo per aprirne uno nuovo, quello conclusivo del suo mandato. L’obiettivo dichiarato è potenziare l’efficienza della macchina amministrativa e “mettere a terra” i progetti di rigenerazione urbana avviati in questi anni. L’azzeramento, che si concretizzerà nel corso di questa settimana, secondo gli obiettivi del primo cittadino servirà a rafforzare la squadra di governo, ad aggiornare il programma di fine consiliatura e, soprattutto, neutralizzare i condizionamenti e le spinte centrifughe dei partiti.

Il tempismo della scelta non è casuale. Anticipando le mosse dei partiti della sua coalizione che chiedevano un cambio di passo (e di deleghe), D’Alberto si pone come unico regista dell’operazione. Il messaggio è rivolto soprattutto a chi, all’interno del centrosinistra, guardava con occhio critico alla gestione del potere: il sindaco non accetterà una “guerra delle poltrone“.

Abbiamo di fronte appuntamenti importanti, non ultimo il rinnovo del Presidente della Provincia – ricorda il primo cittadino, sottolineando come Teramo debba restare un modello di alternativa alle destre, unito e compatto e mandando anche un segnale a Camillo D’Angelo, che aveva preso posizioni non propriio vicine al sindaco, lui che proprio grazie al sindaco e ad altri esponenti del centrosinistra era riuscito a ribaltare i pronostici e vincere la tornata elettorale per la sua presidenza. Da oggi si aprono le consultazioni con le forze politiche e civiche. Una fase che D’Alberto promette essere “breve“, volta a ritrovare quella “cattiveria amministrativa” necessaria per affrontare l’ultimo miglio della legislatura senza il peso di veti incrociati o logiche di spartizione.

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