FOTO / L’ultimo saluto a Pino Sciarra nel ricordo di una persona per bene

Una folla commossa, tra cui i vertici della Procura di Teramo, ha dato l’addio nella chiesa del Sacro Cuore di via Pannella al medico legale scomparso a 78 anni

TERAMO – Un silenzio denso, quasi innaturale, ha avvolto questa mattina la Chiesa del Sacro Cuore di via Pannella. Il silenzio che si deve a un uomo che per tutta la vita ha fatto parlare chi non aveva più voce, restituendo verità e dignità a chi era stato strappato alla vita. Teramo ha dato l’ultimo saluto a Pino Sciarra, il medico legale che è stato, per decenni, l’occhio scientifico della giustizia teramana e nazionale.

In una navata gremita di amici, avvocati, magistrati, giudici, rappresentanti delle forze dell’ordine, medici e semplici conoscenti, il dolore si mescola ancora all’incredulità. Perché Pino, per chi lo ha conosciuto fuori dalle sale autoptiche, era l’antitesi del suo mestiere: un uomo gioviale, solare, profondamente benvoluto. Una ‘persona per bene’ nel senso più autentico del termine, capace di sdrammatizzare le situazioni più cupe con una battuta pronta e spesso dissacrante, quel graffio di ironia che era il suo modo di restare umano davanti all’orrore della cronaca nera e di quanto faceva per professione.

A testimoniare l’importanza del suo lascito professionale, tra la folla una folta rappresentanza del mondo giudiziario. In prima fila, accanto ai familiari, c’erano i volti di numerosi pubblici ministeri della Procura di Teramo e lo stesso Procuratore capo, Ettore Picardi, come altri ancora erano stati ieri in visita alla salma nella casa funeraria L’Oltre a Sant’Atto. Per i magistrati, Sciarra non era solo un consulente tecnico, ma un pilastro su cui poggiare indagini delicatissime. Le sue perizie, meticolose e decisive, hanno rappresentato la chiave di volta per risolvere tanti casi di cronaca, trasformando i reperti in prove e i sospetti in verità giudiziarie, contribuendo a individuare responsabilità certe. Un lavoro silenzioso, svolto con il camice bianco e il bisturi, che ha segnato la storia giudiziaria del territorio.

Dopo la funzione religiosa, celebrata da don Matteo Di Bartolomeo, accompagnata dalla commozione di amici, colleghi e semplici cittadini che ne stimavano l’umanità, il feretro è stato accompagnato verso il cimitero di Cartecchio.

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