Giunta nel limbo: il Pd detta le regole, le opposizioni pressano

Dopo l’annuncio dell’azzeramento, il maggior ‘azionista di maggioranza’ chiede attenzione su pulizia, parcheggi e manutenzioni. Il parere di Noi Moderati, mentre per Cozzi il “tempo è già scaduto”

TERAMO – Azzeramento annunciato: Il Partito Democratico, principale azionista della maggioranza, ha rotto il silenzio attraverso la segretaria comunale Pamela Roncone. Dopo un’assemblea che ha affidato alla segreteria un mandato chiaro, il Pd – che ha il presidente del Consiglio, la vicesindaca, e due assessorati ‘pesanti’ come Bilancio-Sociale e Lavori Pubblici – conferma la lealtà a D’Alberto ma alza (ancora) l’asticella delle richieste.

Il nostro obiettivo è proseguire e migliorare l’azione amministrativa“, spiega la Roncone, sottolineando che, accanto alle grandi opere (teatro, ex stadio comunale e Masterplan ex manicomio), occorre ora una “maggiore attenzione alla gestione ordinaria: parcheggi, pulizia, manutenzione e verde pubblico“. Il Pd rivendica il ruolo di guida del centrosinistra e si dice pronto a mettere in campo “le migliori energie, sia di idee che di persone“, per gestire i numerosi cantieri aperti. Una posizione che suona come una richiesta di maggiore peso specifico nella nuova squadra che andrà a formarsi.

Diametralmente opposta la lettura di Noi Moderati. Il segretario provinciale Bruno Valentini e il consigliere comunale Niki Bartolini bocciano senza appello la scelta del sindaco, definendola un “passaggio politicamente grave che certifica una crisi profonda e non più occultabile“. Secondo Valentini e Bartolini, l’azzeramento non sarebbe un segnale di forza, ma un “gesto di debolezza finalizzato a ricomporre equilibri interni“, in un momento in cui Teramo avrebbe bisogno di stabilità per non perdere le opportunità del PNRR. “Governare non può ridursi a continui rimpasti“, attaccano da Noi Moderati, invitando il sindaco a trarre le conseguenze di una crisi definita “strutturale“.

Ancora più duro l’affondo di Mario Cozzi, consigliere di Forza Italia, che bolla l’operazione come una “barzelletta“. Cozzi pone l’accento sulla forma: “Le amministrazioni parlano per atti: l’azzeramento si fa, non si annuncia. Mettere alla berlina assessori che ancora oggi sono regolarmente al lavoro è una mancanza di rispetto verso la loro dignità e verso i cittadini“.

Forza Italia punta il dito sulla gestione dei fondi PNRR (“risultati non pervenuti o costi raddoppiati“) e sul decoro urbano, definendo la città “sporca e congestionata“. Ma la critica più feroce riguarda l’ipocrisia sui costi della politica: “Il sindaco lamentava il numero di assessori della giunta Brucchi che prendevano la metà di oggi, e ora non solo ne mantiene nove, ma vuole introdurre anche la figura del Direttore Generale“. Per Cozzi, il tempo dell’amministrazione D’Alberto è “già scaduto“.

Mentre il sindaco mantiene alta la suspence in questa fase di transizione, la città attende di capire se il ‘D’Alberto-ter’ sarà un reale rilancio o solo un rimpasto di facciata. La sfida è chiara: trasformare i cantieri in opere finite e la propaganda in manutenzione quotidiana, prima che il limbo amministrativo diventi una palude politica.

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