Il capogruppo della Lega critica duramente la scelta di D’Alberto: “Se gli assessori avessero lavorato bene come dice, perché mandarli a casa? La città è vittima di tatticismi e personalismi politici”
TERAMO – Non accenna a placarsi la bufera politica scatenata dalla volontà del sindaco Gianguido D’Alberto di azzerare la Giunta comunale. A rincarare la dose è il capogruppo della Lega in Consiglio comunale, Berardo Rabbuffo, che in una nota accusa il primo cittadino di essere prigioniero della sua stessa “politica degli annunci“, una cifra stilistica che – secondo l’esponente del Carroccio – avrebbe caratterizzato entrambe le sue consiliature senza produrre effetti tangibili.
Il punto centrale della critica mossa dalla Lega riguarda il paradosso comunicativo del sindaco. “D’Alberto ha annunciato negli anni rigenerazioni urbane, risoluzioni per il traffico e il rilancio del centro storico – attacca Rabbuffo – per poi non dare seguito a nulla. Ora annuncia l’azzeramento della Giunta, ma i cittadini si chiedono: se questi assessori hanno lavorato così bene come il sindaco ha sempre dichiarato, perché mandarli via?».
Secondo Rabbuffo, le opzioni sono due: o il Sindaco si è accorto “fuori tempo massimo” dell’inadeguatezza della sua squadra, artefice di un nulla che i teramani denunciano da anni, oppure la rigenerazione tanto declamata “esisteva solo nei suoi sogni“. Per la Lega, dietro la crisi di Giunta non ci sarebbe affatto il bene di Teramo, quanto piuttosto una serie di manovre di palazzo. “Dietro questa scelta – prosegue il capogruppo leghista – si celano motivi connessi a convenienze partitiche, tattiche per il futuro e questioni personali. Se il criterio fosse stata la valutazione obiettiva del bene comune, questo azzeramento sarebbe dovuto arrivare molto tempo prima“.
La posizione del gruppo consiliare è netta: la situazione amministrativa è ormai considerata insostenibile e “compromessa“. Rabbuffo invita dunque D’Alberto a uscire dalla logica dell’annuncio fine a se stesso per compiere un gesto di rottura definitiva con il passato recente. “Invitiamo il sindaco a chiarire definitivamente questa situazione – conclude la nota della Lega – magari attraverso l’unico atto dignitoso ancora possibile per il bene della città: le proprie dimissioni“. Un guanto di sfida, quello lanciato dal centrodestra, che sposta l’asticella dello scontro politico ben oltre il semplice rimpasto degli assessori.
