Caso Montorio: arrivano le scuse di D’Angelo, Altitonante ritira la mozione

Scontro in Consiglio Provinciale sui fatti di novembre, quando il sindaco fu accompagnato in questura dalla Polizia provinciale nel corso di controlli sulle betoniere del cantiere del plesso scolastico. Il Presidente chiude il caso con un atto di distensione: “Rispetto per le istituzioni prima di tutto”

TERAMO – L’incidente diplomatico’ nato tra i fumi delle betoniere e le divise della Polizia Provinciale si è concluso oggi nell’aula del Consiglio Provinciale con un inaspettato, seppur sofferto, ‘armistizio’. Al centro del dibattito, i fatti dello scorso novembre a Montorio al Vomano, quando il sindaco Fabio Altitonante fu identificato e accompagnato in Questura – assieme al comandante della sua Polizia locale -dopo essersi ‘intromesso’ in un controllo stradale che gli agenti provinciali stavano effettuando su alcune betoniere dirette al cantiere del nuovo plesso scolastico.

Il sindaco Altitonante ha aperto il dibattito illustrando le ragioni di quello che definisce un intervento a tutela della collettività. In quei momenti, il cantiere della scuola stava vivendo una fase nevralgica: la gettata della platea, un’operazione tecnica complessa durata 26 ore ininterrotte, che vedeva impegnate oltre 30-35 betoniere: “Tutte le attività erano in capo al Sindaco, responsabile della sicurezza e degli eventuali danni – ha spiegato Altitonante -. Fermare quattro betoniere in quel momento significava mettere in pericolo un’opera pubblica che il territorio attende da 16 anni. Non sono andato lì per fini personali, ma per chiedere informazioni istituzionaliLa Polizia Provinciale non doveva agire in quel modo: il Presidente avrebbe potuto chiamarmi per capire cosa stesse succedendo“.

Il primo cittadino ha poi stigmatizzato l’atteggiamento degli agenti (citando polemicamente un “mano alla pistola“), chiedendo formalmente le scuse alla città di Montorio per il mancato rispetto del ruolo istituzionale del sindaco. Il Presidente della Provincia, Camillo D’Angelo, ha raccolto la sfida ma ha spostato l’accento sulla dignità complessiva dell’Ente. Pur senza entrare nei dettagli tecnici del verbale della Polizia provinciale, D’Angelo ha offerto una via d’uscita diplomatica: “A prescindere da ogni altra azione, mi scusonon solo con lei, ma con tutti i sindaci della provinciaqualora l’efficienza della Provincia non sia stata all’altezza delle aspettative. Lo spirito è quello di un padre di famiglia: se un dipendente sbaglia, la colpa è sempre di chi sta al vertice“.

D’Angelo ha però colto l’occasione per lanciare una stoccata politica, lamentando un clima di “denigrazione interna” che farebbe perdere finanziamenti e peso politico al territorio teramano rispetto ad altre zone della regione. Le scuse pronunciate dal Presidente sono bastate ad Altitonante per annunciare il ritiro della mozione di censura che era stata depositata: “Se il Presidente ha capito l’importanza del rispetto delle istituzioni, la mozione non ha più senso di essere votata. Le scuse ai cittadini di Montorio erano il nostro unico obiettivo“, ha concluso il sindaco.

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