La vittima non aveva la cintura, patteggia 3 anni il conducente ubriaco e sotto cocaina

L’omicidio stradale di via del Casale a Giulianova in cui morì la dipendente dell’Archivio di Stato, Giuliana Di Egidio: con una perizia tecnica cade l’aggravante. Per il 50enne alla guida dell’auto investitrice, pena da espiare ai domiciliari con brevi permessi

TERAMO – Si è chiuso oggi davanti al Gup del Tribunale di Teramo, Lorenzo Prudenzano, il procedimento penale a carico di G.P., il 50enne di Mosciano Sant’Angelo accusato dell’omicidio stradale di Giuliana Di Egidio, la 67enne dipendente dell’Archivio di Stato di Teramo, che perse la vita nello schianto frontale avvenuto il 16 dicembre 2024 in via del Casale, a Giulianova.

Il giudice ha accolto la richiesta di patteggiamento a 3 anni e due mesi di reclusione, una pena che l’imputato espierà in regime di detenzione domiciliare. La sentenza prevede inoltre brevi permessi giornalieri concessi all’uomo per le necessità legate alla cura della persona. L’antefatto descriveva un quadro probatorio pesantissimo per l’imputato. Secondo i rilievi dei carabinieri del Nucleo operativo di Giulianova, G.P. viaggiava a bordo della sua Volkswagen New Beetle a velocità sostenuta quando, dopo una curva, invase completamente la corsia opposta centrando in pieno la Nissan Pixo della vittima.

I test tossicologici avevano confermato un forte stato di alterazione: l’uomo guidava con un tasso alcolemico superiore al doppio del limite consentito e risultò positivo a cocaina. Uno schianto fatale per la Di Egidio, che morì sul colpo. A determinare l’entità della pena e la concessione delle attenuanti – che ha fatto decadere la contestazione dell’omicidio stradale ‘aggravato’ -, è stata la relazione tecnica affidata dall’avvocato difensore Riccardo Moretti, che ha accertato come, al momento dell’impatto, la vittima non indossasse la cintura di sicurezza.

Il mancato rispetto di questo obbligo di legge da parte della donna è stato riconosciuto dal giudice come una concause del decesso, portando a una riduzione del trattamento sanzionatorio finale nonostante le gravissime aggravanti legate alla guida sotto l’effetto di alcol e stupefacenti.

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