Il primo cittadino ha firmato il decreto che avvia ufficialmente la verifica programmatica. Una decisione volta “a potenziare l’efficienza amministrativa” ma la realtà potrebbe essere diversa, visti i nomi che circolano
TERAMO – Come preannunciato nelle scorse ore, la fase di verifica politica al Comune di Teramo è entrata nel vivo. Questa mattina, il sindaco Gianguido D’Alberto ha comunicato ufficialmente alla Giunta l’adozione del decreto con il quale assume su di sé tutte le deleghe assessoriali, ringraziando contestualmente la squadra per il lavoro svolto finora.
L’azzeramento dei vertici amministrativi non è una rottura, ma un atto formale funzionale a una “rivisitazione dell’assetto politico-amministrativo“. L’obiettivo dichiarato dal primo cittadino è quello di analizzare i risultati raggiunti e, soprattutto, mettere a punto il cronoprogramma per gli ultimi due anni di mandato. La decisione – per come la giustifica il primo cittadino ma nella realtà dei fatti è una resa dei conti nata all’interno della sua stessa coalizione -, nasce dalla necessità di potenziare l’efficacia della macchina comunale in un momento storico che il Sindaco definisce di “profonda rinascita” per Teramo.
“Dovremo misurarci con la responsabilità che tutti abbiamo rispetto alle sfide che attendono la città – dice D’Alberto -. Nei prossimi due anni l’attività dovrà proseguire con rinnovato slancio, avendo sempre come unico faro l’interesse pubblico“. Nonostante il rimpasto in corso, il sindaco ha tenuto a precisare che l’attività dell’ente non ha subito rallentamenti. Nell’ultima settimana sono stati infatti portati a compimento atti fondamentali e definiti i procedimenti per opere strategiche legate allo sviluppo del territorio.
Questa breve fase di transizione servirà a ridefinire pesi e compiti all’interno della coalizione, con l’intento di presentare una squadra di governo rinnovata e pronta a concludere i progetti avviati nel segno dell’efficienza e della concretezza. Anche se i nomi che circolano non fanno propendere intanto per un innalzamento della qualità dell’esecutivo, e poi per la non ingerenza dei partiti o dei ‘capetti’ politici – come qualcuno li ha definiti – che si aggirano nei paraggi dell’amministrazione. Ma è arrivato il momento per D’Alberto di fare da solo per assicurarsi, almeno in questi due ultimi anni, una tranquilla strada verso la chiusura di mandato e degli importanti progetti urbanistici avviati.
Come emmelle.it ha pubblicato nei giorni scorsi, infatti, la storia insegna: la caduta del Brucchi-bis cominciò proprio così, dall’uscita dalla maggioranza della lista civica ‘Teramo al Centro’ che costrinse il sindaco a un rimpasto di facciata di una giunta che cadde un anno e mezzo dopo portando l’amministrazione al commissariamento.
