FOTO / Gran Sasso: gli esperti discutono di sicurezza e sostenibilità

Istituzioni, tecnici e soccorso alpino riuniti ad Assergi dalla guida alpina Gino Perini per definire una strategia comune sulla gestione del rischio invernale. Responsabilità condivisa, prevenzione come volano turistico e la necessità di un coordinamento sempre più stretto

PIETRACAMELA – Il 15 aprile, la sede del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga ad Assergi è diventata il baricentro di un confronto atteso da anni. Il tavolo tecnico ‘La gestione della montagna innevata’ ha segnato un punto di svolta, riunendo per la prima volta tutte le realtà chiamate a governare le sfide del massiccio durante la stagione invernale. L’iniziativa, nata dalla spinta della Commissione Valanghe di Pietracamela e sostenuta con determinazione dal sindaco Antonio Villani, ha puntato a superare la frammentazione degli interventi in favore di una visione unitaria del territorio.

La relazione tecnica, affidata alla guida alpina Gino Perini – guida alpina, operatore del soccorso, esperto della commissione valanghe e figura di riferimento nel panorama alpinistico abruzzese e nazionale, particolarmente noto per il suo impegno nella sicurezza in montagna -, ha tracciato le linee guida di una materia complessa dove la sicurezza non deve essere percepita come un vincolo burocratico, ma come un valore aggiunto. “Le misure di prevenzione sono strumenti di salvaguardia collettiva e un elemento qualificante dell’offerta turistica“.

Il messaggio emerso è chiaro. Di fronte all’aumento delle presenze e, purtroppo, degli incidenti, è fondamentale promuovere una frequentazione responsabile. Il principio della responsabilità condivisa tra utenti, amministratori e soccorritori diventa la chiave per una montagna che sia al contempo accessibile e sicura. Il ruolo dell’Ente Parco è stato centrale. La direttrice Elsa Olivieri e il neo commissario Patrizio Schiazza hanno ribadito la piena disponibilità dell’Ente a farsi garante di questo dialogo.

Il confronto istituzionale ha visto contributi di rilievo, come quello della consigliera regionale Carla Mannetti che ha illustrato l’evoluzione normativa del settore, di Fabrizio Taranta e Luigi Faccia (del Comune dell’Aquila) che hanno portato l’esperienza della gestione del versante aquilano. Il sindaco di Pietracamela, Villani, ha ricordato le criticità storiche del comprensorio dei Prati di Tivo, mentre il primo cittadino di Calascio, Paolo Baldi, ha posto l’accento sul peso della responsabilità in capo agli amministratori locali.

Massiccia la presenza dei vertici del soccorso e della vigilanza. Dal colonnello Giuseppe Lopez (Comandante regionale carabinieri Forestali) a Luca Verna (Comandante Vigili del fuoco di Pescara), passando per Daniele Perilli (Presidente Cnsas Abruzzo), Davide Di Giosaffatte (Presidente delle Guide alpine), il luogotenente Paolo Passalacqua (Comandante Soccorso alpino Guardia di Finanza dell’Aquila). La sinergia tra queste forze, insieme al CAI Abruzzo, rappresenta la spina dorsale della prevenzione sul territorio.

Nonostante il successo dell’incontro, è emersa una nota dolente: la scarsa partecipazione degli operatori turistici, rappresentati nel dibattito solo dall’imprenditore dei Prati di Tivo, Erminio Di Lodovico. Il tavolo di Assergi si è concluso con un auspicio e una sfida: far capire al mondo produttivo che la sicurezza non è un ‘costo’ o un limite alla libertà d’impresa, ma il primo e più importante investimento per rendere il Gran Sasso una destinazione sostenibile e competitiva sui mercati nazionali e internazionali.

Credit photo: Antonio Giampaoli (Assergi Racconta)

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