Trentadue anni senza ‘Teschione’, anima eterna della Curva Est

Ricorre l’anniversario della scomparsa dello storico animatore del tifo biancorosso, l’uomo che ha trasformato la passione per il Teramo Calcio in uno stile di vita, venendo a mancare proprio nel giorno della risalita in C2

TERAMO – Il 18 aprile nella memoria collettiva cittadina, soprattutto della tifoseria biancorossa, non rappresenta solo una data sul calendario ma è il momento in cui il ricordo si fa sentimento. E’ infatti la ricorrenza dell’anniversario della scomparsa di Giambruno Pucci, per tutti noto come ‘Teschione’, l’indimenticato leader del tifo organizzato biancorosso e tra gli animatori della curva biancorossa, erede dei mitici Devil’s Korps.

Come tanti ricorderanno, Giambruno se ne andò nel sonno proprio nella notte tra il 17 e il 18 aprile del 1994, poche ore dopo aver celebrato il ritorno del Teramo Calcio in Serie C2, per coincidenza proprio al termine di una partita vinta nettamente (4-0) contro l’Ostiamare, che in questa stagione è tornata ad essere avversaria dei colori teramani.

Fu l’ultimo regalo del destino a un uomo che aveva dedicato ogni respiro alla causa della maglia cittadina. Da quel momento, il suo mito ha travalicato i confini della cronaca sportiva per diventare un simbolo identitario di Teramo. ‘Teschione’ non è stato solo un capo ultras; è stato il precursore di un modo di vivere la gradinata che a Teramo non si era mai visto prima. Con lui e i Devil’s Korps, il tifo divenne aggregazione, appartenenza e difesa strenua dell’identità cittadina. La sua figura ha attraversato generazioni: dai pionieri del tifo anni ’70 ai ragazzi di oggi che, pur non avendolo mai conosciuto, ne cantano il nome ogni domenica.

Ancora oggi, a distanza di 32 anni, il suo ricordo non è sbiadito. Ogni anno, i gruppi della Curva Est rendono omaggio alla sua tomba e lo celebrano con striscioni e cori, a testimonianza di un legame che il tempo non può scalfire. Anche quest’anno, sulla Curva est del vecchio Comunale è comparso lo striscione in suo ricordo per salutare ancora una volta il suo ‘capitano della curva est’, che ha trasformato il tifo in un atto d’amore eterno, dimostrando che finché il suo nome verrà gridato sui gradoni del “Bonolis” o del vecchio “Comunale”, Giambruno Pucci non sarà mai davvero andato via.

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