Inaugurata al Parco fluviale l’edizione 2026. Il sindaco D’Alberto: “Scelta del lungofiume vincente, un successo d’identità e qualità”. Filipponi: “Oltre 200 aziende e 13 regioni presenti, abbiamo dovuto dire di no a molti altri”
TERAMO – Il Parco fluviale di Teramo si conferma il cuore pulsante dell’economia rurale e dell’innovazione tecnologica. È stata inaugurata questa mattina l’edizione 2026 della Fiera dell’Agricoltura, una rassegna che quest’anno segna un punto di svolta decisivo, superando ogni precedente record di partecipazione e confermandosi come uno degli appuntamenti di settore più importanti del Centro Italia.
Il colpo d’occhio è quello delle grandi occasioni: oltre 200 espositori hanno occupato ogni spazio disponibile, portando in fiera il meglio della produzione agricola, dei mezzi meccanici e delle eccellenze enogastronomiche territoriali. Soddisfazione ed entusiasmo nelle parole del coordinatore della fiera, Antonio Filipponi, che ha evidenziato come l’attrattività della manifestazione abbia ormai superato i confini regionali.
“Siamo di fronte a un’edizione molto importante – ha dichiarato Filipponi – perché registriamo una crescita ulteriore. Abbiamo esaurito le disponibilità e, purtroppo e per fortuna, abbiamo dovuto dire di no a circa 15 espositori che avrebbero voluto partecipare ma per i quali non avevamo più spazio. La crescita maggiore riguarda proprio i mezzi agricoli e le attrezzature: è il segnale che chi investe in questa fiera ottiene risultati concreti“.
Con 13 regioni partecipanti, il coordinatore lancia la sfida per il futuro: “La fiera ha oggi tutti i numeri per diventare un evento di carattere nazionale. Nei prossimi mesi dovremo ragionare sull’aumento degli spazi e su investimenti ancora più importanti per gestire questo salto di qualità“.
Per il sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto, la fiera è la dimostrazione plastica di come la città capoluogo sappia farsi motore di sviluppo per l’intero territorio provinciale. “È un grandissimo successo testimoniato dalle presenze già in questa giornata inaugurale – ha sottolineato il primo cittadino -. Abbiamo potenziato l’Area Abruzzo, segno della capacità di coniugare identità e qualità. Rivendichiamo la scelta vincente di aver portato la fiera al Parco Fluviale qualche anno fa: è un’azione che valorizza il nostro polmone verde e che, allo stesso tempo, dà respiro al centro storico“.
D’Alberto ha poi posto l’accento sulla capacità di fare sistema: “Quest’anno molti enti collaborano all’organizzazione dei convegni. È una rete sperimentata che funziona, unendo tradizione e innovazione tecnologica. Questo evento è solo l’inizio di una stagione straordinaria che proseguirà con ‘Aspettando il Primo Maggio’ e il ‘Primo Maggio’, portando decine di migliaia di persone a visitare la nostra città“.
La fiera, che resterà aperta fino a domenica (con orario dalle 8 alle 20), si conferma dunque non solo un momento per gli addetti ai lavori, ma un grande evento popolare capace di fondere la cultura contadina con le nuove sfide della sostenibilità e del commercio, preparando il terreno ai grandi eventi musicali e culturali che animeranno Teramo nei prossimi giorni.

