‘D’Alberto-bis’: rimpasto tecnico e pesi politici. Come cambia il volto della Giunta

Il Sindaco ricompone la squadra: l’unica novità è Anastasia Liouras al posto di Alessandra Ferri, che rinuncia per motivi personali. Cambia il vicesindaco: adesso è Filippini. A Di Marcantonio il ‘super-assessorato’, a Tulli e Cordone deleghe ‘tecniche’, compiti più organici per Ciapanna, Ciammariconi e Sbraccia

TERAMO – Non c’è stato cambio di nomi, ma una profonda redistribuzione di deleghe e di equilibri politici all’interno del suo esecutivo, quella sì. Gianguido D’Alberto ha rimesso mano alla sua giunta e, cognomi alla mano, confermando otto assessori su nove, ha ribadito quanto dichiarato nel consiglio comunale tenuto da solo la scorsa settimana: l’esecutivo lo sceglie lui. Rispetto alla precedente giunta, il ‘D’Alberto 2.0’ appare meno frammentato. Il Sindaco ha operato una razionalizzazione: ha accorpato le grandi opere alla mobilità (Di Marcantonio), ha centralizzato la gestione finanziaria su una figura di fiducia (Tulli) e promosso Filipponi a braccio destro.

La novità politica più rilevante sta proprio il più vicino a Gianguido D’Alberto: il passaggio del testimone della vice sindaco. Se nella prima giunta il ruolo era ricoperto da Stefania Di Padova (PD) oggi la carica passa ad Antonio Filipponi, che viene rafforzato nel suo ruolo di stretto ‘parente’ politico della prima ora del sindaco. Mantiene le deleghe strategiche a Commercio ed Eventi, ambiti in cui ha costruito il consenso cittadino degli ultimi anni, ma si spoglia – e questo forse è sicuramente l’aspetto più gradito per lui – dello spinoso Pums, che D’Alberto ha razionalmente riaccorpato a viabilità e traffico, dirottati sul ‘capo cantieri’ Marco Di Marcantonio, cui resta la delega ai Lavori Pubblici.

Di contro, il PD teramano vede ridimensionata proprio la ex vicesindaca: Stefania Di Padova cede anche l’assessorato al Bilancio per concentrarsi su Sociale e Cultura. E’ un binomio che suggerisce la volontà del sindaco di dare una connotazione più ‘umanistica’ e integrata alle politiche di welfare, visti la zoppìa il ritardo di alcuni progetti in questo ambito?

Diremmo di sì, visto il pesante carico di impegni che si accolla l’altro Dem della giunta, Di Marcantoino, dell’area di influenza del consigliere regionale Pd, Sandro Mariani: la sua delega si espande in modo orizzontale, aggiungendo oltre al Pums, i Trasporti e l’Edilizia Scolastica. Si profila cioè come un ‘super-assessore’ alle infrastrutture, unificando cantieri e mobilità.

Un capitolo a parte merita la civica Bella Teramo, il cui leader e consigliere regionale Giovanni Cavallari, trova in parte quello che cercava. Se da un lato la rinuncia di Alessandra Ferri (che comunque male non aveva fatto nonostante le interessate critiche ricevute) ha permesso della giovanissima Anastasia Liouras, fedelissima dell’ex candidato sindaco, di subentrare e caricarsi delle deleghe di Sport e Protezione Civile, non l’ha spuntata su Miriam Tulli, la quale compie un vero e proprio salto di competenze: lascia la delega alla Scuola per assumere quella, pesantissima, del Bilancio e Tributi, materie che richiedono un profilo più tecnico (come il suo) e meno relazionale rispetto al passato.

Lo spostamento di Graziella Cordone da un assessorato ‘operativo’ come quello all’Ambiente e Rifiuti alla gestione del Personale (e Pari Opportunità), è da interpretare quale necessità per il sindaco di avere una figura di mediazione interna alla macchina comunale, che vive di profondi dissidi interni, competente da anni nella gestione delle risorse umane. E assieme alle deleghe confermate a Mimmo Sbraccia – confermato “custode” delle Frazioni e della manutenzione del patrimonio, fondamentale per il consenso nelle aree periferiche – è un altro segnale politico spedito a quella fazione che strada facendo ha perso questi due rappresentanti e tra le prime a minare alla stabilità della maggioranza -.

Graziano Ciapanna, infine, e Pina Ciammariconi sono la sintesi della continuità di questa maggioranza: il primo mantiene l’urbanistica e la sicurezza, a tutela dei grandi progetti di rigenerazione urbana già avviati, aggiungendo il benessere animale; la seconda, rafforza il suo ruolo di coordinamento burocratico. Oltre agli Affari Generali e Legali, infatti, incassa anche la delega alle Comunità Energetiche, tanto cara al Movimento 5 Stelle che rappresenta e tema di estrema attualità per la transizione ecologica del Comune.

I nomi e le deleghe della nuova Giunta:
Marco Di Marcantonio: Lavori pubblici, viabilità e traffico
Graziano Ciapanna: Rigenerazione urbana, governo del territorio, pianificazione strategica di area vasta e sicurezza
Graziella Cordone: Risorse umane e pari opportunità
Domenico Sbraccia: Manutenzioni e valorizzazione del patrimonio
Miriam Tulli: Comunità educante, diritto allo studio e programmazione economico-finanziaria
Anastasia Liouras:  Sport e protezione civile
Antonio Filipponi: Vicesindaco con delega alla rivitalizzazione e rigenerazione economica di Teramo città capoluogo
Pina Ciammariconi: Agenda digitale e servizi civici e generali, trasparenza, partecipazione e collaborazione tra le comunità
Stefania Di Padova: Welfare e politiche della casa, cultura

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