Giulianova piange Mastellarini, fondò vita e lavoro sulla ‘parola data’

E’ scomparso all’età di 79 anni il ‘presidentissimo’ di Giulianova calcio di C1 e Sambenedettese dei play off per la B. Imprenditore edile di altri tempi

GIULIANOVA – Giulianova perde uno dei suoi figli più carismatici e rappresentativi. Si è spento nella notte, dopo aver lottato con la stessa grinta che ha contraddistinto tutta la sua vita, all’età di 79 anni, Umberto Mastellarini, noto imprenditore edile, storico ex presidente del Giulianova Calcio e padre del giornalista Rai Gabriele.

Umberto Mastellarini non è stato solo un costruttore di opere, ma un costruttore di valori. Partito da zero, ha raggiunto il successo professionale e sportivo senza mai scendere a compromessi. Sui social questa mattina Il figlio Gabriele lo ricorda come un ‘leone’: “I traguardi se li era sempre sudati. Un uomo da prendere o lasciare, dai modi burberi ma dal cuore grande, generoso e mai avido“. Una passione, la sua, che ha abbracciato tutto lo sport, tanto da essere insignito della Stella al Merito dal Coni.

Le sue passioni erano il calcio e il mare. Nonostante abbia sempre sostenuto la pallavolo, il pugilato e altri sport giuliesi, Umberto Mastellarini verrà ricordato nel calcio come il presidente del Giulianova ma anche della Sambenedettese, che raggiunse i play off per la promozione in serie B nella stagione 2004-2005, venendo poi eliminato solo dal Napoli in una delle stagioni più ricordate dai tifosi dell’altra sponda del Tronto. Insieme a Dante Paterna e Vincenzo D’Ippolito, acquisì il club da Luciano Gaucci. Alla guida del Giulianova, nella metà degli anni ’90, costituì un binomio di successo con il tecnico giuliese ‘doc’ Francesco Giorgini, chiudendo al 5° posto nel girone B della Serie C1.

Tra i primi a tratteggiarne la levatura morale dell’uomo c’è il collega imprenditore Peppino Marozzi, che ricorda la correttezza adamantina di Mastellarini in un aneddoto che oggi sembra appartenere a un’altra epoca: “Con lui ho costruito tre capannoni industriali senza mai aver bisogno di firmare un contratto. Bastava la sua parola“. Marozzi ricorda anche l’impegno sociale, come la costruzione della chiesa di San Gabriele all’Annunziata, portata avanti con dignità nonostante i pagamenti ‘biblici’ dell’epoca.

Mastellarini era una roccia, un uomo schivo ma profondamente legato alla sua terra e al mare di Giulianova, il suo “buen retiro” dove amava riflettere tra le banchine del porto. Dietro la corazza dell’imprenditore duro e incorruttibile, si celava un’umanità profonda, capace di commuoversi raramente ma sinceramente, come quando subiva l’amarezza di un tradimento.

Con la sua scomparsa, la città perde un punto di riferimento della sua storia economica e sportiva. Restano le sue opere e l’esempio di una vita condotta all’insegna della dignità e della professionalità. Ai figli Gabriele, Valentina e a tutta la famiglia, giungano le più sentite condoglianze.

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