Ponte Collerenti, scontro Rossi-D’Angelo tra accuse di scorrettezza e dispute sui fondi

Botta e risposta tra la consigliera regionale di FdI e il presidente della Provincia: “Verità falsata e sgarbo istituzionale”. La replica dall’Ente: “Dalla Regione nessun contributo, i 16 milioni sono fondi dovuti”

TERAMO – La consegna dei lavori per la ricostruzione del ponte di Collerenti, infrastruttura vitale tra Bellante e Sant’Omero, si trasforma in un terreno di scontro politico. Al centro del contendere non c’è solo la paternità dei finanziamenti, ma anche il rispetto del protocollo istituzionale e la gestione della viabilità provinciale.

Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Marilena Rossi, interviene con estrema fermezza definendo “fantasiose” le ricostruzioni del presidente Camillo D’Angelo. Rossi rivendica l’operato della precedente amministrazione Di Bonaventura (3 milioni investiti tra il 2018 e il 2022) e contesta duramente lo sgarbo subito durante la cerimonia di consegna: “Sono stati esclusi i rappresentanti della Regione che hanno finanziato l’opera. Una scelta inaccettabile, specie per chi, come me, vive a pochi metri dal ponte e fu la prima a dare l’allerta la notte del crollo“. Rossi punta poi il dito contro la presenza del consigliere di opposizione Dino Pepe (“nessun atto concreto da parte sua“) e ricorda il maxi-finanziamento regionale: “Nel 2024, grazie all’assessore D’Annuntiis, la Provincia ha ricevuto oltre 16 milioni di euro. Dire che la Regione non ha aiutato è grave e fuorviante“.

Non si è fatta attendere la risposta del Presidente Camillo D’Angelo, che respinge al mittente ogni accusa di sudditanza economica verso L’Aquila: “Il ponte non ha ricevuto un solo euro dalla Regione. I fondi arrivano dal ‘Piano Ponti’ del Ministero, che abbiamo rimodulato con risorse di bilancio provinciale“.

Sui 16 milioni citati dal centrodestra, D’Angelo è categorico: “Non sono una regalia, ma fondi dovuti per legge che lo Stato trattiene e ci restituisce tramite le Regioni. Inoltre, parliamo di una cifra triennale: circa 5 milioni l’anno per 1.500 chilometri di strade. È un ‘pannicello caldo’ rispetto alle reali necessità di un territorio montano e pedemontano“. Il presidente conclude invitando a fermare la “demagogia sui finanziamenti“, ribadendo che la Provincia spende autonomamente e correttamente le proprie risorse.

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