Il consigliere d’opposizione punta il dito contro le recenti scelte dell’amministrazione D’Alberto: “Ztl disattivate, parcheggio selvaggio e gimcane tra i cantieri. La città è ostaggio di decisioni scellerate e senza visione”
TERAMO – Un centro storico “defunto, abbandonato e isolato“. È un duro atto d’accusa quello lanciato dal consigliere comunale Carlo Antonetti, che fotografa una situazione di paralisi e confusione nella gestione della viabilità cittadina. Secondo l’esponente di minoranza, le scelte dell’attuale Giunta avrebbero decretato, di fatto, la fine della zona a traffico limitato, trasformando il cuore di Teramo in un’area di libero transito e sosta incontrollata.
Il fulcro della polemica risiede nella chiusura al transito di via Saliceti e largo Melatini. Secondo Antonetti, questa decisione – definita “immotivata e incomprensibile” – avrebbe costretto l’amministrazione a disattivare i varchi Ztl adiacenti.
“Le auto ormai transitano tranquillamente in Corso Cerulli, in Piazza Orsini davanti al Duomo e fino a Piazza Martiri“, incalza il consigliere, parlando di vere e proprie “gimcane” tra i numerosi cantieri aperti. Una situazione che, oltre a creare caos visivo, costituirebbe un grave pericolo per la sicurezza dei pedoni, aggravata da una sosta selvaggia che non risparmia nemmeno le piazze principali e dai costi definiti “folli” dei parcheggi a pagamento.
Antonetti critica aspramente quella che definisce una totale mancanza di visione organica e strategica dopo otto anni di amministrazione D’Alberto. Il consigliere torna a sollevare dubbi anche sul Pums (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile), ricordando come la sua redazione fosse stata affidata, tre anni fa, alla società che gestisce i parcheggi a pagamento, configurando a suo dire un “palese conflitto di interessi“.
“Da quel momento solo silenzi e scelte assurde, adottate senza alcun coinvolgimento dei soggetti interessati“, prosegue la nota. Il quadro descritto da Antonetti non riguarda solo il traffico, ma si estende al declino economico e sociale, con un centro storico che sarebbe ormai preda di “sempre più preoccupanti episodi di violenza“. L’affondo finale è rivolto sia all’incapacità amministrativa, ritenuta responsabile del collasso della città, sia al clima di rassegnazione generale: “Tutto procede in maniera sempre peggiore nella totale apatia dei cittadini“, conclude amaramente Antonetti, auspicando una reazione collettiva di fronte a quello che definisce “il declino definitivo del capoluogo“.
