Il gruppo di opposizione svela un decreto del 2003: “La strada è comunale, inutile diffidare l’Ente. Cittadini e imprese non possono essere ostaggio di rimpalli e carte bollate”
NERETO – Il polverone politico sollevato dal Consiglio comunale straordinario dello scorso 15 maggio sul futuro del Ponte di Campodino rischia di sgonfiarsi davanti alle carte e al diritto. Il gruppo consiliare ‘Insieme per Nereto’ interviene con fermezza sulla complessa vicenda infrastrutturale, svelando un documento chiave che rischia di azzerare la strategia portata avanti dal sindaco e dalla maggioranza: un Decreto del Presidente della Giunta Regionale del 2003 che ha ufficialmente declassificato la Strada Provinciale Campodino a via comunale.
Una declassificazione che, sul piano giuridico, comporta il trasferimento automatico di gestione, manutenzione e responsabilità all’ente locale. Secondo l’opposizione, che in aula ha scelto la strada della prudenza istituzionale astenendosi, la delibera di scontro approvata dalla maggioranza per diffidare la Provincia di Teramo è un atto debole e destinato a fare “più rumore che strada”. Anche l’intervento della Provincia nel 2015 viene derubricato a un classico principio di sussidiarietà e urgenza, che non cancella la reale proprietà del bene.
I forti disagi subiti dai residenti e dalle imprese di Nereto, Sant’Omero e Torano Nuovo non possono più attendere i tempi della burocrazia. Per questo motivo, ‘Insieme per Nereto’ ha avanzato tre precise sollecitazioni formali per superare l’inerzia amministrativa: archiviare immediatamente le delibere di scontro e valorizzare la disponibilità alla collaborazione già manifestata dalla Provincia di Teramo; abbandonare gli atteggiamenti polemici e le strumentalizzazioni politiche tra enti e istituire subito un tavolo tecnico permanente che veda seduti insieme i tre Comuni della vallata interessati e tutti gli enti sovracomunali coinvolti.
“Il nostro obiettivo non sarà mai l’ostruzionismo, ma la tutela del territorio – dice ‘Insieme per Nereto’ -. La cittadinanza ha bisogno di risposte rapide e di un ponte aperto e sicuro, non di carte bollate e sterili cavilli giudiziari“.
