Via libera all’unanimità dei votanti (astenuti D’Amico, Taglieri e Alessandrini, assenti Mariani, Pepe e Cavallari) alla nuova legge sul Servizio idrico integrato, nata da un’iniziativa di Sospiri e Scoccia. Il sistema resta pubblico: si riducono i costi di gestione, tariffe invariate e investimenti mirati contro le perdite. Personale salvaguardato. Scatterà dal 2032
L’AQUILA – Il Consiglio regionale dell’Abruzzo ha approvato una riforma definita “di importanza storica” per la gestione del Servizio Idrico Integrato. La proposta di legge, nata su iniziativa del presidente del Consiglio Lorenzo Sospiri e della vice presidente Marianna Scoccia, è passata con il voto favorevole dei presenti e l’astensione dei consiglieri Luciano D’Amico (Gruppo Misto), Francesco Taglieri e Erika Alessandrini (M5S).
“L’acqua, che è sempre stata e resterà comunque di proprietà pubblica, sarà di nuovo gestita in house da società pubbliche detenute dai Comuni – ha spiegato Sospiri -. Scenderemo da sei ambiti a un massimo di due, ottimizzando i costi di gestione e lasciando la tariffa pressoché invariata. Le risorse serviranno per garantire gli investimenti per ridurre le perdite e portare nuove condotte dove l’acqua manca“. Come si modifica il sistema? Si passa dagli attuali sei sub-ambiti a un massimo di due, per incrementare l’efficienza e l’economicità del servizio. A fare la proposta sarà l’Ersi, l’Ente regionale del servizio idrico: avrà 30 giorni dall’entrata in vigore della legge per presentare uno studio di fattibilità sulla suddivisione del territorio. La Giunta regionale delibererà la mappa definitiva dopo il parere delle commissioni consiliari. Particolare attenzione è stata dedicata alla questione del personale: la norma garantisce la salvaguardia dei livelli occupazionali di tutti gli attuali gestori del servizio. All’interno dei nuovi ambiti nascerà l’Assemblea dei Sindaci (ASSI). Per tutelare i piccoli Comuni è stato introdotto il meccanismo del voto ponderato, garantendo una rappresentanza equa a tutte le comunità. La riforma entrerà pienamente a regime alla scadenza delle attuali concessioni e dei contratti in corso, a partire dal 1° gennaio 2032.
