Riforma acqua: D’Amico è per il gestore unico, Gatti e Mariani frenano per tutelare i territori

I consiglieri regionali si dividono sui futuri scenari gestionali. L’ex Rettore insiste sul modello unico citando risparmi miliardari per le bollette. I due teramani, dagli opposti fronti di FdI e Pd, lo bocciano invocando la difesa delle realtà virtuose come la Ruzzo Reti e il rischio di privatizzazioni

L’AQUILA – L’approvazione della riforma del Servizio idrico integrato in Abruzzo lascia ancora sul campo un acceso dibattito sul futuro della gestione dell’acqua. Se la maggioranza di centrodestra esulta per il testo approvato, le sfumature e le contrapposizioni emerse tra i consiglieri regionali teramani Paolo Gatti e Sandro Mariani e, ad esempio, l’ex rettore Luciano D’Amico, scattano una fotografia chiara delle diverse visioni in campo sul numero di gestori che dovranno guidare le reti abruzzesi.

Paolo Gatti (Fratelli d’Italia) difende l’impianto della legge ma spinge con decisione verso lo scenario dei due sub-ambiti per proteggere le eccellenze locali: “La legge è buona ed era necessario intervenire – ha detto -. Il testo prevede la possibilità che l’Abruzzo venga diviso in uno o due sub-ambiti su proposta dell’Ersi, con delibera finale della Giunta. Io ritengo che il modello unico non sia la soluzione migliore; mi piacerebbe che il legislatore dicesse già direttamente ‘due sub-ambiti’. Realizzare un gestore unico in Abruzzo dalla sera alla mattina, quando ce ne sono dieci in Emilia-Romagna, sei in Toscana e quattro in Umbria, credo sia un azzardo. La soluzione a due ambiti tutelerebbe molto alcuni territori e i gestori che si sono dimostrati virtuosi negli ultimi anni, come la Ruzzo Reti“.

Anche dall’ala del Partito Democratico arrivano forti perplessità sul rischio di un accentramento dei poteri. Sandro Mariani esprime preoccupazione sia per il metodo che per il pericolo di privatizzazioni: “Andare verso il gestore unico a testa bassa è un concetto pericoloso, e l’ho ribadito in aula. Dare la possibilità a pochi di decidere per molti su un bene comune come l’acqua non è una cosa buona e giusta. Penso che vada sempre garantita la facoltà dei consiglieri regionali eletti dal popolo di poter decidere. Lasciare la scelta finale sui sub-ambiti alla Giunta o all’Ersi è poco intelligente e molto rischioso. La mia paura è che, con un unico enorme carrozzone, si finisca per aprire le porte ai privati“.

C’è però anche chi è favorevole all’ambito unico, ad esempio Luciano D’Amico (Gruppo Misto). Lui stesso ha motivato la sua astensione al voto, rilanciando con forza la tesi del gestore unico regionale, basandosi sui dati ufficiali dell’ente regolatore: “I dati dello studio dell’Ersi sono chiarissimi: con un solo gestore, rispetto alla situazione attuale, si risparmierebbe 1 miliardo e 205 milioni di euro. Con due gestori il risparmio scenderebbe a 548 milioni, con quattro a 198 milioni. Non ho trovato un solo motivo per poter riferire agli abruzzesi la scelta di rinunciare a oltre un miliardo di risparmi – ha detto l’ex Rettore di UniTe -. Per i cittadini delle aree interne questo significherebbe passare da una tariffa di 3 euro al metro cubo a una di 2 euro. Non essendoci giustificazioni per questo maggior costo, continuerò a sostenere la soluzione del gestore unico“.

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