Il capogruppo del Carroccio contesta la nuova ordinanza del sindaco e lancia l’allarme sul degrado: “Tra risse, minacce e occupazioni abusive la tranquillità è un ricordo. Inutili i divieti sull’alcol, serve fermezza ed espulsione dei soggetti pericolosi”
TERAMO – “La situazione della sicurezza a Teramo non è più un problema di percezione, ma di accettazione dell’evidenza“. Berardo Rabbuffo, capogruppo della Lega in Consiglio Comunale, fotografa una città in preda a un “caos crescente e sempre più pericoloso” a causa dell’assenza di azioni decise da parte dell’amministrazione guidata dal sindaco Gianguido D’Alberto. Secondo l’esponente del Carroccio, gli episodi di microcriminalità e degrado sono ormai all’ordine del giorno e minano la storica serenità sociale del capoluogo aprutino.
Rabbuffo elenca una serie di vicende recenti per dimostrare che non si tratta di semplici impressioni: cita la recente occupazione dell’appartamento in via Carlo Forti e quella dei prati del Parco Fluviale, si riferisce alle risse in strada, alle aggressioni in centro storico, puntando il dito principalmente contro la condotta di cittadini stranieri: “Teramo ha perso la sua storica tranquillità – incalza il consigliere -. Ormai è solo un ricordo il tempo in cui si poteva uscire da sole e da soli anche di notte senza timori. Ora c’è difficoltà a sentirsi sicuri persino in pieno giorno“. Il fulcro della polemica si sposta poi sugli strumenti adottati dalla maggioranza, in particolare sulla recente ordinanza anti-alcol e anti-bivacco. Per la Lega si tratta di misure inefficaci e di facciata: “Fare multe a chi è nullatenente non serve a niente, così come il divieto di consumo all’aperto di alcolici che finisce per colpire chi è in regola (italiani e stranieri), lasciando intatto chi già delinque e porta degrado in città. Ai cittadini preoccupati si risponde che altrove si sta peggio, ma il benaltrismo è da sempre il rifugio di chi non sa più cosa fare”.
Rabbuffo contesta la linea difensiva del primo cittadino sulle limitazioni delle competenze comunali, richiamando i doveri normativi legati al ruolo di capo dell’amministrazione: “Si sottovalutano, forse volutamente, le funzioni del sindaco in materia di sicurezza. In qualità di Ufficiale di Governo, come disciplinato dal Testo Unico sugli Enti Locali (Tuel), ha la possibilità di intervenire per l’espulsione di soggetti pericolosi, coordinando le operazioni direttamente con il Prefetto e il Questore“. Di fronte a quello che viene definito come un totale “abbandono dalle istituzioni della città“, il capogruppo leghista conclude ricordando l’esasperazione dei residenti, ormai pronti a mobilitarsi autonomamente: “I cittadini sono stati costretti ad avviare una raccolta firme per far capire alla maggioranza che l’emergenza sicurezza non è una percezione, ma una triste e quotidiana realtà“.
