Dall’Abruzzo a Capo Nord in bici con il Mantello del Patrono

Ermenegildo Lelii e Alessandro Boccanera sono partiti oggi dall’Aquila: pedaleranno per 5.200 chilometri ‘scortando’ il simbolo di San Martino

NERETO – Cinquemiladuecento chilometri di fatica, polvere e bellezza. Una media di 150 chilometri al giorno sui pedali, attraversando Austria, Germania, Danimarca e Norvegia, con il cuore costantemente rivolto alla propria terra e alle proprie radici. Ha preso ufficialmente il via oggi dall’Aquila una delle avventure ciclistiche più affascinanti, complesse e ‘folli’ dell’anno, nata dall’intraprendenza di due appassionati atleti abruzzesi: Ermenegildo Lelii, di Nereto, e Alessandro Boccanera, dell’Aquila, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’Associazione neretese ‘San Martino – Ciclismo e Cultura’.

Non si tratta di una semplice sfida sportiva contro i propri limiti fisici, ma di un vero e proprio pellegrinaggio laico, culturale e istituzionale. I due ciclisti porteranno sul tetto d’Europa il ‘Mantello di San Martino’, patrono della cittadina di Nereto e simbolo universale di condivisione, protezione e solidarietà. Il celebre vessillo ha già sventolato in passato a Tours, in Francia, nella Basilica dedicata al Santo, oltre che nei santuari di Santiago e Lourdes.

Questa volta, però, la meta è il punto più a nord del continente: Capo Nord.
”Ho passato una vita intera a correre e a far correre gli altri – racconta Lelii, ripercorrendo la sua lunga carriera -. Ho iniziato a soli 12 anni e da quel momento non sono più sceso dalla sella. Come meccanico nel ciclismo professionista, all’interno dello storico team della ‘Acqua & Sapone’, ho lavorato per anni gomito a gomito con grandi campioni del calibro di Stefano Garzelli e Danilo Di Luca, girando letteralmente il mondo dalla Colombia fino allo Utah. Ma il richiamo della strada, quella vera, vissuta in prima persona, è sempre stato il più forte. Dopo aver scortato con orgoglio il mantello di San Martino fino a Santiago de Compostela e Lourdes, ora è arrivato il momento della ‘follia” che sogno da una vita intera. A forza di nominarlo, i miei compagni di avventura mi hanno preso in parola: Capo Nord ci aspetta”.
La partenza non è stata affatto casuale, dal capoluogo regionale, scelto non solo in quanto Capitale Italiana della Cultura 2026, ma soprattutto perché considerato dai due atleti come il simbolo stesso di rinascita, sacrificio e straordinaria resilienza. Domani, poi, la carovana farà tappa a Nereto per ricevere ufficialmente il mantello dalle mani del parroco, Don Massimo, prima di puntare le ruote in direzione dei confini nazionali.

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