Presentati i tre progetti sinergici tra Soprintendenza, Comune e Fondazione Tercas per restaurare la Domus e l’Antica Cattedrale. Nuova copertura ‘permeabile’ e cittadini coinvolti nelle scelte.
TERAMO – Un investimento complessivo che supera i 3,4 milioni di euro per restituire alla città, in una veste completamente rinnovata, uno dei suoi tesori più preziosi. È stato presentato ufficialmente presso l’ipogeo il piano coordinato di interventi per la conservazione, il restauro e la valorizzazione dell’area archeologica di Piazza Sant’Anna, un sito di eccezionale valore che custodisce i resti di una domus romana e dell’antica Cattedrale di Santa Maria Aprutiensis.
L’operazione vede una forte sinergia istituzionale tra la Soprintendenza, il Comune di Teramo e la Fondazione Tercas, uniti in una strategia che punta a integrare il patrimonio antico con lo spazio urbano moderno. La riqualificazione dell’area si articola attraverso tre canali di finanziamento complementari.
Il pilastro economico più corposo è costituito dal Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC) 2021-2027 (2,7 milioni di euro), per il rifacimento della copertura del sito: nato da uno studio di fattibilità del 2021 commissionato dalla Fondazione Tercas, il progetto (ora in fase esecutiva) garantirà la sicurezza sismica, renderà calpestabile una parte della struttura e, grazie all’arretramento delle vetrate, permetterà di ammirare gli scavi direttamente dalla piazza. E’ previsto poi il restauro delle strutture e la digitalizzazione con Fondi della Programmazione Straordinaria (458mila euro) per la conservazione delle strutture archeologiche e degli apparati decorativi. I lavori sono in fase di affidamento. Grazie a un rilievo laser scanner già effettuato, è in corso l’elaborazione di una ricostruzione tridimensionale per visite immersive. Infine, i fondi Fondi della Programmazione Ordinaria Triennale 2026-2028 (250mila euro) destinati a un secondo lotto di interventi conservativi per completare il ripristino del sito. La progettazione è pronta e l’affidamento avverrà nei prossimi mesi .
“Questi interventi sono il frutto di un percorso avviato da alcuni anni – spiega il Soprintendente Massimo Sericola -. Mirano non solo a garantire la conservazione e la fruizione del sito, ma a restituire un intero spazio urbano alla comunità cittadina“. Sulla stessa linea il Sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto: “Fin dal primo mandato abbiamo avviato un percorso volto a valorizzare il nostro patrimonio culturale attraverso la programmazione e la collaborazione. Questo è un primo passaggio, a cui seguirà una presentazione ufficiale alla città“. Seguendo il modello già adottato per il Teatro Romano, la Soprintendenza pubblicherà a breve sul proprio sito i primi elaborati del progetto di fattibilità tecnico-economica della copertura, raggiungibili anche dal portale del Comune. I cittadini potranno visionarli, esprimere valutazioni e proporre suggerimenti prima della chiusura della progettazione esecutiva. Alla conferenza stampa hanno preso parte attiva anche i responsabili unici del procedimento (RUP), l’architetto Valerio Piovanello e la dottoressa Gilda Assenti, la funzionaria architetta Carla Pancaldi, il progettista ingegner Stefano Podestà e gli assessori comunali Marco Di Marcantonio (Lavori Pubblici) e Stefania Di Padova (Cultura).
