La seduta di insediamento si apre con il botta e risposta sul consigliere condannato per violenza di genere: l’opposizione attacca sulla trasparenza e invoca la Costituzione. Il primo cittadino: “Eravamo all’oscuro, Emiliano faccia un passo indietro per il suo bene”
ISOLA G.S. – Il Consiglio comunale di insediamento di Isola del Gran Sasso, svoltosi nella serata di ieri, è stato quasi interamente assorbito dal caso di Emiliano D’Agostino, il neoeletto consigliere della maggioranza gravato da una passata condanna per violenza di genere sulla ex convivente. Nonostante i ripetuti inviti a chiarire la propria posizione davanti all’aula e alla cittadinanza, D’Agostino ha scelto di non prendere la parola, rimanendo in silenzio e, soprattutto, senza dimettersi. Il dibattito ha registrato il primo ‘scontro’ tra le opposizioni e il neo sindaco Giancarlo Di Marco, che ha infine ribadito in aula la richiesta di dimissioni al suo consigliere di maggioranza, invito caduto ancora una volta nel vuoto.
Eppure, sollecitazioni sono arrivate intanto da Alessandro Di Giancamillo (Lista Vivere Isola), che ha posto l’accento sulla credibilità dell’istituzione, incalzando il sindaco per capire se l’invito al passo indietro formulato nei giorni scorsi sulla stampa fosse ancora valido o già “carta da cestinare“. Di Giancamillo ha chiesto trasparenza per superare l’imbarazzo dei cittadini, chiedendo di accertare la verità sul fatto che il consigliere avesse o meno taciuto il proprio passato alla maggioranza. Ancor più netto l’intervento di Piergiorgio Possenti (In Comune Progetto per Isola), il quale, pur riconoscendo il valore del ruolo professionale e di volontariato svolto da D’Agostino nella comunità isolana, ha invocato l’articolo 54 della Costituzione: “Rappresentiamo un’istituzione e quella istituzione non può essere messa in discussione. Etica e morale devono essere esercitate in tutte le fasi di una campagna elettorale e di un’amministrazione“. Possenti è tornato ad esprimere forti dubbi sulla tempistica della scoperta della condanna (“Questa storia è stata conosciuta dopo, durante o prima le elezioni?” ha chiesto) e ha ricordato il recente intervento della Commissione Pari Opportunità provinciale a tutela della consigliera Amelide Francia, ribadendo che chiedere il rispetto dell’etica pubblica è una prerogativa di ogni consigliere e cittadino.
Il sindaco Giancarlo Di Marco, dopo aver ringraziato le minoranze per quella che ha definito una “lectio magistralis di etica e morale“, ha chiarito la linea della maggioranza, confermando la totale ignoranza della condanna da parte della coalizione al momento della composizione delle liste: “Al momento delle candidature noi non sapevamo in alcun modo di questa cosa, l’abbiamo saputo soltanto dopo. Emiliano ha commesso una leggerezza, ce lo doveva dire; avremmo fatto delle considerazioni diverse“. Di Marco ha rivendicato la scelta di essere intervenuto in prima persona sul caso, respingendo l’idea che non spettasse al sindaco esporsi e motivando la richiesta di un passo indietro anche come forma di tutela per lo stesso D’Agostino, ormai “finito nel tritacarne” mediatico e per evitare che la vicenda fosse strumentalizzata, “perchè sappiamo benissimo insomma che in mezzo a queste acque torbide ci sguazzano moltissimi, moltissimi pesci – ha aggiunto il primo cittadino che prima di chiudere il confronto ha voluto scandire la propria posizione davanti al Consiglio: “Non faccio fatica a ribadire il mio invito a fare un gesto di responsabilità e alle dimissioni“. Ma D’Agostino come detto ha fatto orecchie da mercante. C’è in tanti l’idea che nemmeno tanto in là questa vicenda tornerà prepotentemente a minare non solo il Consiglio comunale ma anche la solidità della stessa maggioranza.
