Il 13 e 14 giugno la delegazione regionale parteciperà al lancio del nuovo progetto politico del Generale. Tra i promotori il sindaco di Notaresco: “Alternativa fondata sul buon senso”
TERAMO – Saranno 37 i delegati abruzzesi che nel prossimo fine settimana si recheranno a Roma per partecipare all’Assemblea nazionale di Futuro Nazionale. L’appuntamento darà ufficialmente il via allo sviluppo del nuovo progetto politico promosso dal Generale Roberto Vannacci, raccogliendo l’adesione di esponenti della società civile provenienti da tutte le province della regione.
La rappresentanza inviata nella Capitale si propone come specchio del tessuto sociale ed economico del territorio abruzzese. Il gruppo è infatti composto da insegnanti e professionisti del mondo della scuola, imprenditori e lavoratori di diversi settori produttivi, medici e operatori sanitari, appartenenti alle forze dell’ordine e alle forze armate. La presenza abruzzese all’evento romano riflette il radicamento che il movimento sta cercando di strutturare nella regione. L’obiettivo dichiarato dai promotori è la costruzione di una forza politica che nasca dal basso, ponendosi in alternativa alle formule tradizionali. Il programma si concentra sul contrasto a fenomeni come il degrado e l’insicurezza, puntando su parole chiave come merito, identità nazionale, buon senso e una forte vicinanza ai problemi quotidiani delle famiglie e delle imprese locali.
A livello politico regionale, il fulcro del movimento è rappresentato da Tony Di Gianvittorio, sindaco di Notaresco, che si è distinto come il primo primo cittadino in Abruzzo ad aderire formalmente al progetto di Vannacci. La sua figura sta facendo da traino all’interno delle amministrazioni locali, favorendo il coinvolgimento di altri amministratori, professionisti e cittadini attorno alla visione del Generale. L’assemblea di Roma costituirà l’avvio ufficiale di un percorso finalizzato a strutturare in modo capillare i circoli e i presidi di Futuro Nazionale in tutto l’Abruzzo, con l’ambizione di interpretare l’esigenza di cambiamento e il riscatto identitario espressi dai propri sostenitori.
