Teramo e la ‘Notte dei Serpenti’, Gatti richiama alla coerenza: “Evento senza colore politico”

Il consigliere regionale del centrodestra commenta la scelta del Comune di centrosinistra di ospitare le prove del concertone del Maestro Melozzi. “Basta doppiopesismi: la minoranza in Regione gridava allo spreco, ora in città diventa un investimento lungimirante”

TERAMO – L’annuncio del coinvolgimento della città di Teramo nel programma dell’edizione 2026 de ‘La Notte dei Serpenti’, la grande kermesse di cultura popolare ideata dal Maestro teramano Enrico Melozzi, innesca la ferma riflessione di Paolo Gatti. Il consigliere regionale e presidente della V Commissione della Regione interviene sul fatto che il capoluogo aprutino ospiterà per quindici giorni le prove preliminari dell’evento che si concluderà a Pescara, definendola una notizia senza dubbio positiva, capace di omaggiare le origini dello stesso direttore artistico e di valorizzare un format da record sia per presenze di pubblico sia per ascolti sui canali Rai.

Gatti evidenzia come il successo della manifestazione sia stato reso possibile dall’inventiva di Melozzi e dal massiccio investimento economico della Regione Abruzzo, fortemente voluto dal presidente Marco Marsilio come primo e convinto sostenitore. Eppure, rimarca l’esponente di centrodestra, proprio nei primi anni di questa legislatura regionale dai banchi dell’opposizione di centrosinistra sono partiti durissimi attacchi all’indirizzo della giunta e del governatore, accusati di aver stanziato per il concertone somme importanti che avrebbero dovuto essere destinate ad altre priorità del territorio.

Davanti alla scelta della municipalità teramana, guidata dal centrosinistra, di diventare lo snodo centrale del programma delle prove con un robusto impegno finanziario, sorge per Gatti un evidente problema di coerenza. Il consigliere si domanda se il finanziamento regionale debba essere bollato come uno sperpero e se, al contrario, l’intervento economico del Comune di Teramo si trasformi d’un tratto in una scelta lungimirante, ironizzando sul rischio che l’edizione 2026 venga considerata l’unica “buona” solo per convenienza di campanile. Pur riconoscendo che le priorità irrisolte a Teramo restano numerose, Gatti bolla la posizione della minoranza regionale come un singolare doppiopesismo.

La decisione dell’amministrazione comunale teramana rappresenta per il presidente della V Commissione la certificazione definitiva che ‘La Notte dei Serpenti’ non appartiene a una specifica fazione, poiché la cultura e il marketing territoriale non possiedono e non devono mai avere un colore partitico. Nel mettere un punto definitivo alla controversia, Paolo Gatti conclude ribadendo che la manifestazione restituisce una straordinaria visibilità all’intero Abruzzo e che non merita di essere sminuita da ulteriori e sterili polemichette di circostanza.

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