Castrogno, agenti in agitazione: straordinari non pagati da gennaio

La denuncia arriva dal Sappe che sottolinea la situazione paradossale: centinaia di ore arretrate mentre il sovraffollamento ha toccato la quota record del 178%, con droni che sorvolano il penitenziario e il ritrovamento di cellulari illegali

TERAMO – Una situazione esplosiva e mortificante che calpesta i diritti dei lavoratori dello Stato. Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe) lancia un duro atto d’accusa contro l’Amministrazione penitenziaria centrale, denunciando il blocco totale dei pagamenti per le ore di straordinario maturate dal personale del carcere di Teramo a partire dallo scorso gennaio. Secondo il sindacato, ogni agente ha ormai accumulato centinaia di ore di turno extra non retribuite, necessarie a garantire la continuità dei servizi essenziali in un contesto strutturale ormai al limite della sostenibilità.

Il segretario provinciale Giuseppe Pallini traccia un quadro allarmante della casa circondariale di Castrogno, dove si registra una carenza di organico pari a 50 unità, tra agenti, ispettori e sovrintendenti. A fronte di questa carenza, la popolazione detenuta ha raggiunto le 453 presenze complessive rispetto a una capienza regolamentare di appena 255 posti, determinando un tasso di sovraffollamento record del 178%. A esasperare la pressione sulla sicurezza interna si aggiungono i recenti e ripetuti sorvoli di droni nei pressi delle mura perimetrali, culminati nel ritrovamento di telefoni cellulari vietati, e la massiccia presenza di detenuti affetti da gravi patologie psichiatriche che dovrebbero essere collocati in apposite strutture sanitarie specialistiche.

Il segretario generale del Sappe, Donato Capece, contesta il paradosso del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap), che pretende il rispetto dei massimi standard di ordine pubblico senza riconoscere economicamente i sacrifici e i carichi di lavoro enormi sostenuti dai poliziotti. Il sindacato chiede l’immediata liquidazione di tutte le competenze arretrate e un intervento urgente del Ministero della Giustizia per affrontare la carenza di personale e il sovraffollamento.

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