Bagarre in Consiglio: il blitz di Casa del Popolo scatena la bagarre

Tensioni e urla al Parco della Scienza durante l’assise che dovrà discutere sulla revoca del gemellaggio con l’israeliana Rishon Le Zion. La Lega chiede l’intervento della Polizia locale per rimuovere lo striscione: “Chi si oppone è complice del genocidio”

TERAMO – Casa del Popolo torna a ‘rispolverare’ la memoria al Consiglio comunale sulla necessità di revocare il gemellaggio con la città israeliana di Rishon Le Zion con uno striscione e nell’assise civica al Parco della scienza scoppia la bagarre in aula.

A far scoccare la scintilla di un litigio da teatrino di periferia, con urla, frasi ai microfoni che si accavallano ed evidenti gesti di disappunto tra i banchi della giunta e quelli dell’opposizione, è stato il consigliere comunale della Lega, Berardo Rabbuffo, che ha chiesto al presidente del Consiglio di rimuovere lo striscione appeso alla ringhiera del ballatoio al piano superiore dell’aula in cui Casa del Popolo ha vergato l’ammonimento: “Chi si oppone al gemellaggio è complice del genocidio!”.

L’opposizione (ma il manifesto forse è anche diretto a qualcuno della maggioranza che non concorda con la revoca) ha tuonato chiedendo la rimozione dello striscione, invitando il presidente a che gli agenti della polizia locale lo facessero.

Casa del Popolo ha diffuso sui social le foto, motivando il blitz: “In questi anni, segnati da codardia istituzionale ad ogni livello, abbiamo imparato che per i nostri politici ogni scusa è buona per non sanzionare Israele. Oggi 25 Giugno si tenuto, nel parco della scienza, il consiglio comunale, e all’ordine del giorno è la rescissione del gemellaggio con Rishon LeZion. Dalle dichiarazioni dei giorni scorsi, tira una cattiva aria, aria di sabotaggio, aria di astensione, aria di normalizzazione con la città sionista. Visto che in questa cittadina la memoria, soprattutto dei politici, pare durare poco, siamo passati al consiglio comunale per ricordare che Teramo è antisionista, e che il 3 Ottobre è stata fatta una promessa davanti a una cittadinanza esasperata dal terrorismo sionista“.

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