Silvi in piazza: traffico bloccato sulla statale 16 per chiedere la riapertura della SP 29B

Decine di cittadini e commercianti hanno manifestato questa mattina al bivio per il Paese contro i ritardi nell’avvio dei cantieri per la frana di contrada Valloscura, dopo gli annunci del Consiglio comunale dello scorso maggio

SILVI – Il borgo di Silvi Paese torna a far sentire con forza la propria voce a causa dell’irrisolto isolamento viario che ne sta strangolando l’economia e la quotidianità da quando la frana ha isolato buona parte del Paese. Questa mattina, a partire dalle 9:30, decine di residenti, lavoratori e operatori economici si sono ritrovati per una manifestazione di protesta, decisa ma pacifica, all’altezza dell’innesto tra la Strada Provinciale 29B e la Statale 16, nei pressi del centro Universo Commerciale. Al centro della mobilitazione c’è la richiesta di tempi certi e fatti concreti per l’immediata riapertura dell’arteria provinciale, completamente sbarrata al traffico da oltre un anno a causa della grave frana abbattutasi in contrada Valloscura.

La tensione e l’esasperazione dei manifestanti sono state testimoniate da numerosi striscioni, tra cui uno recante la scritta ‘Vergogna’, esposto per denunciare i cronici ritardi burocratici e operativi, accompagnate da critiche feroci nei confronti del sindao Andrea Scordella e della sua amministrazione Nel corso della mattinata, i partecipanti hanno espresso il proprio dissenso attraversando ripetutamente le strisce pedonali lungo la Statale 16, rallentando vistosamente e a tratti bloccando del tutto il flusso automobilistico. La circolazione sull’arteria statale è andata rapidamente in forte sofferenza, rendendo necessario il tempestivo intervento delle forze di Polizia per gestire i pesanti disagi alla viabilità.

I promotori della protesta hanno ricordato come, durante la seduta del Consiglio comunale dello scorso 15 maggio, fosse stata trionfalmente annunciata una imminente riapertura della strada. Tuttavia, a distanza di oltre un mese da quelle dichiarazioni, la cittadinanza si ritrova ancora senza date certe, senza cantieri avviati e in totale assenza di un cronoprogramma pubblico e ufficiale delle opere di ripristino. A subire i danni maggiori di questo stallo sono i commercianti, gli artigiani e i ristoratori del borgo antico, che da mesi registrano un sensibile e preoccupante calo delle presenze dovuto proprio alle oggettive difficoltà di accesso al centro storico. Con il presidio di oggi, il territorio ha ribadito chiaramente di non essere più disposto a tollerare promesse e proclami, esigendo risposte immediate dagli enti competenti.

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