Botta e risposta infuocato tra le forze di governo cittadino e l’esponente di minoranza. I gruppi di coalizione accusano il consigliere di fare opposizione solo con slogan e di pensare più alla sua professione. La controreplica: “Comunicato scomposto e privo di argomenti, si dimettano per dignità”
TERAMO – Si accende lo scontro politico dopo l’uscita del consigliere Carlo Antonetti, che ha definito l’amministrazione comunale “moribonda” e chiesto il ritorno anticipato alle urne. La maggioranza fa quadrato per replicare alle sue accuse: i gruppi consiliari (PD, Bella Teramo, Teramo Vive, Italia Viva, Movimento 5 Stelle, Teramo Futura, Insieme Possiamo, Alleanza Verdi e Sinistra, In Comune per Te) hanno respinto fermamente l’analisi del consigliere, definendo la loro coalizione “unita e coesa” e determinata a concludere il mandato naturale. La maggioranza ha contrattaccato sul piano personale e politico: “Da mesi l’attività pubblica del consigliere Antonetti è pressoché assente e basata esclusivamente su slogan. Più che impegnato nella costruzione di un progetto credibile, Antonetti sembra spesso concentrato sulla propria attività professionale di avvocato e sugli interessi dei propri clienti“. Nella nota si ironizza anche sul futuro del centrodestra, augurandosi che sia proprio Antonetti il prossimo candidato sindaco, sfidandolo a ritrovare “quella stessa coalizione che lo candidò e che oggi appare tutt’altro che compatta“.
Non si è fatta attendere la controreplica di Carlo Antonetti, che ha definito la nota della coalizione “uno scomposto e incomprensibile comunicato stampa” che non meriterebbe alcun commento, se non un profondo senso di preoccupazione per il livello degli amministratori della città. “La totale assenza di argomenti si manifesta in maniera palese, siamo di fronte al nulla cosmico“, ha ribattuto il consigliere di minoranza. Secondo Antonetti, l’attacco della maggioranza dimostra che, non avendo risposte serie da dare sulle tante opere incompiute, si preferisce scivolare su offese personali infondate. Il consigliere ha concluso rilanciando la richiesta di elezioni: “Auspico che, per il bene di Teramo, questi signori diano un segnale di dignità e, dimettendosi, tornino presto a casa a svolgere i loro lavori, liberando finalmente la città“.
