Svolta nel giallo di Diana, svanita lo scorso 4 luglio da Giulianova. L’ultimo segnale italiano è a Civitanova Marche, poi il telefono si collega all’estero. La Procura indaga per reati a carico di terzi, attivata la cooperazione internazionale
GIULIANOVA – Le indagini sulla scomparsa di Diana Maruntelu, la quindicenne nativa di Mirano, in provincia di Venezia, ma di origini rumene, svanita nel nulla da Giulianova, nove giorni fa, registrano una svolta decisiva. Gli inquirenti teramani hanno accertato che, dopo un ultimo segnale italiano agganciato a Civitanova Marche, in provincia di Macerata, il cellulare della ragazza ha sollecitato il giorno successivo, domenica 5 luglio, le celle telefoniche in Romania. La Procura di Teramo, sotto il massimo riserbo, ha avviato contatti diretti con le autorità rumene per far scattare i protocolli di ricerca all’estero.
L’adolescente si era allontanata da casa sabato 4 luglio per fare colazione, senza più rientrare; l’ultimo contatto con i familiari risale all’ora di pranzo e nell’abitazione non mancano indumenti personali. La giovane era stata notata al Parco Franchi della cittadina giuliese. Sul caso indaga il sostituto procuratore Elisabetta Labanti, affiancata dalla Procura per i minorenni dell’Aquila e dai Carabinieri, mentre la Prefettura di Teramo coordina le ricerche locali. Gli investigatori ipotizzano il coinvolgimento di uno o più complici maggiorenni e il fascicolo ipotizza già reati a carico di terzi legati a quello che, inizialmente, è apparso come un allontanamento volontario. Nel pomeriggio di oggi la Procura teramana, in accordo con i famigliari, hanno intanto autorizzato la diffusione dei dati identificativi della minorenne, che al momento della scomparsa indossava una maglietta di colore blu con la scritta bianca Adidas, un pantaloncino corto di colore rosa, scarpe bianche marca Nike e una borsetta di colore rosa. La ragazza è alta poco più di un metro e 60, ha corporatura media, capelli neri lunghi e lisci e ha gli occhi castani.
