FOTO / Bellante, epicentro della grandinata: auto, finestre, tetti, i danni non si contano

I social sono pieni di foto e video della drammatica esplosione del maltempo. Il sindaco Melchiorre: “Lavoreremo per assicurare a tutti l’assistenza necessaria”

TERAMO – Sono stati lunghi minuti di paura quelli vissuti nella prima serata di oggi, nel triangolo tra San Nicolò, Mosciano e Roseto in particolare, con l’epicentro a Bellante Stazione, per la violenta e storica grandinata che si è abbattuta sul Teramano. Pochi chilometri oltre e nessuno si è accorto di nulla, come nel capoluogo dove non è caduta nemmeno una goccia d’aria. Le violente raffiche di vento, tipiche del ‘downburst’ (citato dagli esperti di metereologia e clima), ovvero quella potente corrente d’aria fredda che precipita dalla nube temporalesca verso il suolo con l’aria che si espande rapidamente in tutte le direzioni, generando raffiche molto intense e improvvise, hanno anticipato un fenomeno da paura: palle di ghiaccio fin a 15 centimetri di diametro, che hanno ‘bombardato’ di tutto: strade, tetti, cartellonistica, segnaletica, macchine, vetrine, coltivazioni, aziende.

In pochi minuti le strade, i cortili e le piazze si sono trasformate in distese di ghiaccio, e tutt’attorno una sequela di danni, anche consistenti. La grandine ha colpito in maniera decisa e abbondante tutta la fascia adriatica dal primo pomeriggio a venire giù, perdendo di intensità alle porte di Pescara, dove ci sono infatti poche tracce. Da Martinsicuro a Silvi nessun centro è stato risparmiato, chi più chi meno, ma il grosso del macello provocato dal passaggio della cella temporalesca si registra a Bellante.

Dappertutto si lamentano pesanti conseguenze. Da Villa Rasicci a Chiareto, da Ripattoni a Bellante Paese, ci sono finestre delle case rotte, addirittura tutta la scalinata d’ingresso di un palazzo Ater, famiglie che hanno subito contemporaneamente la distruzione dei parabrezza anche di due macchine e del tetto di casa. Il sindaco Giovanni Melchiorre è intervenuto sui social, diffondendo un parere come fatto anche dal suo collega del capoluogo Gianguido D’Alberto, con l’invito intanto a tenere traccia documentale dei danni subiti: “Arrivano agli amministratori molte telefonate da parte di cittadini che chiedono consigli su come comportarsi – ha scritto -. È difficile, al momento, fare previsioni su come sarà gestito questo evento ai livelli istituzionali più alti, ma appare evidente che lo Stato non potrà non farsi carico di tutti questi danni là dove gli stessi non risultino già coperti da polizze assicurative private. Io registrerei i danni e tratterei traccia contabile e fiscale delle riparazioni necessarie e non rinviabili, ed attenderei le successive comunicazioni istituzionali. Come amministrazione lavoreremo, in sinergia con le altre colpite, per assicurare a tutti l’assistenza necessaria“.

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