Grandine shock nel Teramano: danni ingenti, polemiche nelle aziende a Villa Zaccheo

Chicchi di grandezza record si abbattono da Bellante a San Nicolò, fino alla costa. Devastate le auto degli operai, la Fim Cisl chiede lo stato di calamità naturale. Il sindaco D’Alberto chiede di documentare le conseguenze

TERAMO – Un’improvvisa e violenta ondata di maltempo si è abbattuta nel pomeriggio di oggi su gran parte della provincia di Teramo. Forti raffiche di vento e una grandinata di straordinaria intensità, con chicchi grandi come palline da golf, hanno sorpreso residenti, automobilisti e lavoratori, provocando momenti di paura e danni consistenti a colture, abitazioni e veicoli.

Le zone più colpite dal fenomeno estremo ed insolito per le proporzioni, sono state Bellante Stazione e San Nicolò a Tordino, ma criticità si registrano anche a Sant’Onofrio, Notaresco, Civitella del Tronto e sulla fascia costiera tra Martinsicuro e Roseto. I Vigili del fuoco sono stati impegnati in decine di interventi per la messa in sicurezza di aree a rischio, a seguito di parabrezza sfondati, carrozzerie ammaccate, vetrine infrante e tendaggi esterni distrutti. Particolarmente grave la situazione nella zona industriale di Villa Zaccheo, nella cosiddetta Valle del Tubo dell’automotive. Qui i lavoratori del secondo turno, come denunciato da Marco Boccanera, responsabile Fim-Cisl Teramo, hanno ritrovato le proprie automobili parcheggiate completamente devastate. L’episodio ha scatenato la dura presa di posizione del sindacato e delle Rsu, che denunciano da tempo la mancanza di parcheggi coperti e chiedono con forza alla Regione Abruzzo la proclamazione dello stato di calamità naturale, oltre a un intervento economico congiunto tra istituzioni e imprenditori per risarcire gli operai colpiti.

Il sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto, in riferimento ai gravi danni registrati da tantissime persone alle loro proprietà, oltre a disporre una ricognizione sulle proprietà pubbliche, ha invitato i cittadini a documentare tutti i danni subiti, anche in vista di eventuali richieste di risarcimento. “Riteniamo – dichiara il sindaco – che lo Stato debba farsi carico di questa situazione. Monitoreremo tutti gli sviluppi del caso“.

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