Il sindaco D’Alberto e l’assessore Di Padova chiariscono la posizione dell’ente: impiegate 6 unità e già disposto l’aumento a 18 ore in attesa della Regione: “Dal Comune tariffe congrue a 21,80 euro all’ora”
TERAMO – L’amministrazione comunale di Teramo risponde con fermezza alle accuse sollevate dal segretario generale della Cgil provinciale, Pancrazio Cordone, in merito alla gestione del personale e ai servizi della Biblioteca regionale ‘Melchiorre Delfico’, in contrasto con le finalità della prestigiosa candidatura a Capitale del Libro 2027. Il primo cittadino Gianguido D’Alberto e l’assessore alla Cultura, Stefania Di Padova, hanno espresso profondo stupore per le ricostruzioni del sindacato, rivendicando l’impegno finanziario ed operativo messo in campo dal Comune per evitare la chiusura della struttura in diverse fasce orarie pomeridiane e nel fine settimana.
Secondo quanto chiarito dai vertici di Piazza Orsini, l’intervento dell’ente ha previsto l’impiego di 6 unità di personale – e non 4 come affermato dalla Cgil – attraverso un investimento complessivo di 152.219 euro nell’arco di 14 mesi. A seguito della scadenza dell’affidamento triennale avvenuta lo scorso 31 maggio, l’amministrazione ha già predisposto l’aumento dell’orario a 18 ore ed è in attesa dell’ultimo via libera formale dalla Regione Abruzzo, ente proprietario del polo culturale con cui è in corso un’interlocuzione in piena sintonia.
Il Comune ha inoltre respinto le polemiche sui compensi, precisando che le lavoratrici sono dipendenti di una cooperativa esterna alla quale la municipalità riconosce una cifra congrua pari a 21,80 euro all’ora. D’Alberto e Di Padova hanno infine sollevato interrogativi sul rispetto dell’accordo di valorizzazione – che impone la presenza obbligatoria di almeno un dipendente regionale a fianco del personale fornito dal Comune – criticando le proposte regionali volte a coprire le carenze d’organico con tirocini universitari e confermando la volontà di proseguire nel solco della concertazione istituzionale.
