Diventa irrevocabile la sentenza del tribunale, la Procura non presenta ricorso: per i 10 imputati ‘il fatto non sussiste’. La presidente della Ruzzo Reti: “Chiusa una pagina importante della nostra storia”
TERAMO – Si chiude definitivamente il lungo procedimento giudiziario nato dall’inchiesta del 2017 sul presunto pericolo di inquinamento delle acque del Gran Sasso. È diventata infatti irrevocabile la sentenza con cui il Tribunale di Teramo ha assolto con formula piena, “perché il fatto non sussiste“, i dieci imputati – tra ex dirigenti di Infn, Strada dei Parchi e Ruzzo Reti – coinvolti nel maxi processo.
La definitività del provvedimento è scattata a seguito della scadenza dei termini di impugnazione, senza che la Procura della Repubblica abbia presentato ricorso contro le 280 pagine di motivazioni della giudice Claudia Di Valerio. Cade così l’unica ipotesi di reato rimasta in piedi, per la quale la pubblica accusa aveva richiesto condanne a un anno e otto mesi per ciascun imputato. Nel merito, il Tribunale ha escluso l’esistenza di un pericolo concreto di contaminazione della falda, evidenziando come sia l’Infn sia Strada dei Parchi avessero adottato adeguate ed efficaci misure di prevenzione e gestione del rischio. Soddisfazione per la conclusione della vicenda è stata espressa dalla presidente della Ruzzo Reti, Alessia Cognitti: “Dopo tanti anni si chiude una pagina importante della nostra storia. Esprimiamo soddisfazione per un epilogo che rappresenta un momento significativo per Ruzzo Reti e per tutte le persone che, ogni giorno, lavorano con professionalità e senso di responsabilità al servizio del territorio.
“In questi anni – prosegue la presidente – l’Azienda ha continuato a svolgere il proprio lavoro con serietà, investendo nella qualità del servizio, nella tutela della risorsa idrica, nel monitoraggio e nell’innovazione. È questo il percorso che continueremo a seguire, con l’obiettivo di garantire ai cittadini un servizio sempre più sicuro ed efficiente“.
