TeAm, la differenziata vola e la bolletta non aumenta

Approvato in Consiglio il nuovo Pef. D’Alberto: “Con l’80% siamo primi in Abruzzo. Unici a contenere i costi. Adesso la sfida è: diventare ‘player’ provinciale”

TERAMO – Nell’ultima seduta del Consiglio comunale di Teramo, l’attenzione si è concentrata sull’approvazione del Piano Economico Finanziario (PEF) 2026 della Teramo Ambiente (TeAm). Il dibattito ha offerto l’occasione per fare il punto sulla gestione dei rifiuti in città, tra risultati operativi d’eccellenza, tensioni sui costi del personale e prospettive future dell’azienda in house. Il presidente Sergio Saccomandi, ha aperto la discussione rivendicando con forza i risultati ottenuti dall’azienda. “I risultati si ottengono se l’azienda raggiunge un ambiente conforme alle normative e agli obiettivi stabiliti da Arera e dalla regolamentazione europea“.

Il dato politico e gestionale più rilevante è il raggiungimento di una quota di raccolta differenziata pari al 79,5% (per l’esattezza 79,60%), definita “un risultato apprezzabile” che sfiora l’obiettivo dell’80% e certifica la validità del sistema porta a porta e delle eco-isole strutturali. Sul fronte economico, Saccomandi ha sottolineato come la TeAm sia riuscita a mantenere i costi del PEF pressoché invariati rispetto a tre anni fa nonostante i pesanti incrementi inflazionistici (carburante, manutenzioni) e un aumento del costo del personale del 12-13% dovuto al nuovo contratto nazionale. “Sfiderei chiunque a trovare un’azienda che gestisce un servizio porta a porta spinto con tariffazione puntuale e un risultato dell’80% di differenziata con i costi del personale che superano la metà del bilancio – ha concluso il presidente, annunciando un piano mirato per l’incremento oculato dei cestini stradali, che purtroppo per l’inciviltà di molti cittadini diventano ricettacolo per il conferimento dell’immondizia.

Il sindaco Gianguido D’Alberto ha difeso la scelta di inserire nel PEF una quota di 130mila euro derivante dal recupero dell’evasione Tari, per mantenere la Tari agli stessi livelli della precedente, con un leggero decremento (attorno all’1%), un’operazione di “giustizia sociale” resa possibile grazie alla tariffazione puntuale che ha fatto emergere il sommerso. D’Alberto ha riconosciuto il problema strutturale della TeAm legato all’alto costo del personale e allo squilibrio tra figure impiegatizie e operative, eredità del passato. La soluzione prospettata dal primo cittadino non passa per i licenziamenti, bensì per un ampliamento del raggio d’azione dell’azienda: “La strada è quella di incrementare i servizi che Teramo Ambiente deve gestire per il Comune“, trasformando la TeAm in una vera società multiservizi (gestione patrimonio, parcheggi come già avviene per piazza Dante). Infine, il Sindaco ha lanciato un chiaro segnale sul futuro: “TeAm oggi più che mai deve aprirsi agli altri comuni della provincia di Teramo, perché è il soggetto pubblico più forte in provincia e tra i primi in Abruzzo“. L’obiettivo politico è chiaro: fare della TeAm un player provinciale a tutela dell’interesse pubblico, forte dei risultati ottenuti sul campo, a partire dal progetto del biodigestore che la maggioranza consiliare intende portare avanti con determinazione.

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