Riapre il ‘ponte Ancaranese’: ripristinato il doppio senso tra Abruzzo e Marche

La vecchia struttura in muratura torna percorribile dopo i lavori di messa in sicurezza finanziati dell’Ufficio del Commissario al sisma. In arrivo una nuova opera in acciaio da oltre 15 milioni di euro

ANCARANO – Viabilità e collegamenti produttivi tirano un sospiro di sollievo lungo il confine tra Abruzzo e Marche. È stato riaperto questa mattina al transito, seppur con alcune limitazioni di traffico, il ‘ponte Ancaranese’, la storica struttura in muratura posizionata lungo la strada provinciale 1/B che collega la provincia di Teramo con quella di Ascoli Piceno, nel territorio di Ancarano.

Alla cerimonia di riapertura hanno preso parte il presidente della Provincia di Teramo, Camillo D’Angelo, il commissario straordinario per il ricostruzione Sisma, Guido Castelli, e il vicepresidente della Provincia di Ascoli, Massimo Romani. La ripresa della circolazione mette fine a un lungo periodo di forti disagi logistici ed economici per il comparto manifatturiero e dei trasporti, in una delle aree a più alta densità industriale del territorio. Con il completamento degli interventi di messa in sicurezza eseguiti dalla struttura commissariale, da oggi la viabilità torna a strutturarsi a doppio senso di marcia: il flusso da Teramo verso Ascoli impiegherà il ìponte Ancaranese’, mentre la direttrice inversa continuerà a scorrere sul ponte in cemento affiancato.

Questa fase transitoria precede l’avvio della ristrutturazione definitiva dell’area. La struttura in cemento armato sarà infatti completamente demolita per fare spazio a un nuovo e moderno ponte ad arco in acciaio su tre campate, concepito secondo i più rigorosi criteri di sicurezza sismica, idraulica e viaria. L’investimento complessivo supera i 15 milioni di euro, interamente finanziato dalla Struttura commissariale sisma 2016 grazie all’accordo di collaborazione siglato con le Province di Teramo e Ascoli Piceno. Soddisfazione è stata espressa dal presidente Camillo D’Angelo, che ha ricordato come la chiusura fosse un atto inderogabile per garantire l’incolumità pubblica: “Ripristiniamo il normale flusso di comunicazione uscendo da una situazione che ha creato disagi agli utenti. In poco più di un anno e mezzo siamo riusciti a mettere in sicurezza la struttura in muratura e a predisporre il progetto definitivo-esecutivo per la futura opera in acciaio“.

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