L’amministrazione contesta il lodo da 7 milioni sui chilometraggi non pagati e sollecita L’Aquila ad uscire dall’era delle proroghe’: le alternative sono nuovo servizio con bando di gara o con l’affidamento in house a TUA
TERAMO – Il Comune di Teramo si appresta a impugnare dinanzi alla Corte d’Appello la condanna al pagamento di quasi 7 milioni di euro in favore di Baltour. La sentenza del collegio arbitrale fa riferimento al contenzioso sui chilometraggi non saldati dal 2014 al 2023, condannando l’ente al pagamento di 4,4 milioni di euro a titolo di conguagli più 2,5 milioni di euro di interessi di mora. Mentre da Palazzo di Città si sostiene che le somme spetterebbero alla Regione, il collegio ha sposato la tesi dell’avvocato di Baltour (nonché consigliere d’opposizione) Carlo Antonetti, richiamando una norma regionale che pone l’esborso in capo ai Comuni.
Oltre alla battaglia legale, il sindaco Gianguido D’Alberto ha aperto un confronto diretto con la Regione Abruzzo per mettere ordine alla gestione del trasporto pubblico locale. Ribadendo il concetto già espresso in Consiglio comunale, il primo cittadino ha sottolineato la necessità di superare un sistema ormai cronicizzato: “Bisogna ripristinare una situazione di legittimità: non si può andare avanti con proroghe che si susseguono da oltre 40 anni. Questa precarietà gestionale genera instabilità sui chilometraggi, sulla qualità del servizio e alimenta continui contenziosi – ha dichiarato D’Alberto -“.
Di fronte alla proposta della Regione di concedere un’ulteriore proroga fino al 2027, il sindaco oppone una chiara contestazione, sollecitando l’ente regionale a definire una strategia chiara per il futuro del servizio a Teramo e in altre realtà locali (come ad esempio Chieti). Due le strade percorribili, individuate dall’amministrazione comunale: indizione di una gara d’appalto pubblica per l’affidamento del servizio oppure confluire nella società regionale TUA tramite affidamento ‘in house’, seguendo l’esempio di altri comuni abruzzesi come Sulmona.
