Madre e fratello di Marco in volo per Katmandu, nella speranza di riportarlo con loro

Gianni e Antonietta Di Marcello – senza aiuto istituzionale – sono partiti per il Nepal: si spera che uno dei 5 corpi individuati nella neve nei giorni scorsi sia del biologo 37enne teramano disperso dal 3 novembre su quelle vette

TERAMO – Sono in viaggio verso Katmandu (Nepal) Gianni e Antonietta, il fratello e la mamma di Marco Di Marcello, il biologo teramano di 37 anni, residente a Villa Zaccheo, disperso dallo scorso novembre sulle montagne al confine con la Cina, quando la cordata di alpinisti di cui faceva parte, impegnata nella spedizione internazionale sul Dolma Khang, fu travolta da una valanga attorno ai 5.600 metri di quota dello Yalung Ri.

La loro partenza, che segue a poche ore di distanza quella dal Canada della moglie del disperso, è collegata al ritrovamento nei giorni scorsi, nella neve in discioglimento e nell’area dell’incidente, di 5 cadaveri che si presume possano appartenere agli alpinisti dispersi e quindi uno di questi al loro congiunto.

Mamma e fratello di Marco (il papà Francesco è impossibilitato in quanto ricoverato in ospedale) sono partiti senza attendere l’eventuale chiamata dalla Farnesina. Nonostante i contatti con il ministero degli Esteri attraverso le entrature del sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto, e qualche altro tanto sbandierato intervento presso il ministero, i canali istituzionali come accaduto già nella purtroppo triste fase delle ricerche, non hanno offerto grande sostegno secondo le aspettative della modesta famiglia di Villa Zaccheo.

A cominciare dall’aspetto economico, l’altra faccia di questa tragedia. I famigliari ancora oggi affrontano spese di migliaia di euro solo per raggiungere Katmandu, sperando di riavere indietro un corpo su cui piangere, in attesa di sborsare altro denaro per il rientro della salma. Il loro è un viaggio al buio, perchè non sanno se tra quei corpi c’è anche Marco: il recupero è stato anche oggi vanificato dalle avverse condizioni meteo. Ma i tentativi verranno ripetuti fino al successo delle operazioni, come ha assicurato Biswash Karki, presidente della municipalità rurale di Gaurishankar

Dei cinque corpi individuati, uno solo è stato identificato con certezza, ed apparterrebbe ad uno sherpa nepalese che faceva parte della spedizione. All’appello, di quella cordata, oltre a Marco Di Marcello (l’italo-canadese indicato dai media, avendo doppio passaporto), mancano ancora un altro italiano – Markus Kirchler -, un alpinista francese e uno tedesco. Nei giorni immediatamente successivi al 3 novembre, quando la valanga travolse il gruppo nella Rolwaling Valley, furono recuperati i corpi senza vita di un nepalese e del fotografo abruzzese 41enne di Fara San Martino, in provincia di Chieti, Paolo Cocco, amico di vecchia data di Marco Di Marcello. Le ricerche dei dispersi furono sospese definitivamente il 10 novembre.

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