Fino all’8 settembre il complesso storico monumentale, da poco riaperto dopo un lungo restauro, ospita un’esposizione che unisce memoria e territorio, curata da Umberto Palestini in collaborazione con Gino Natoni. Il percorso fa dialogare le sculture in ceramica di Castelli del 2014 con le opere di artisti contemporanei
CIVITELLA – Ci sono opere che tornano nei luoghi in cui sono state concepite ed esposte, acquisendo così significati del tutto inediti. Ruota attorno a questa affascinante suggestione la mostra collettiva ‘Intrecci / Tra presente e passato’, promossa dal Comune di Civitella del Tronto, inaugurata sabato scorso e visitabile fino all’8 settembre. Nata da un’idea di Umberto Palestini e realizzata in collaborazione con l’imprenditore e già assessore alla cultura Gino Natoni, l’esposizione segna il ritorno dell’arte contemporanea all’interno della storica Fortezza, restituita alla comunità lo scorso 29 luglio dopo un complesso restauro durato quasi sei anni.
Il progetto espositivo costruisce un ponte ideale tra diverse stagioni culturali della cittadina, rileggendo il passato attraverso le lenti del presente. Una sezione centrale della mostra recupera infatti una selezione delle opere della rassegna del 2014 ‘Visione Territoriale’, curata dallo stesso Palestini insieme a Giacinto Di Pietrantonio. In quell’occasione, le visioni di vari artisti contemporanei si fusero con la storica e identitaria tradizione artigianale abruzzese, affidando a un laboratorio di Castelli la realizzazione di sculture in ceramica. La materia non era un semplice supporto, ma parte integrante del processo creativo.
In ‘Intrecci’, a distanza di anni, queste creazioni tornano in Fortezza per dialogare apertamente con le esperienze artistiche più recenti del territorio, tra cui spiccano i nomi di Fabrizio Sannicandro, Mark & Paul Kostabi e Pino Monaco, quest’ultimo attualmente protagonista anche a Palazzo De Thermes con la mostra personale ‘Soglie’. Non si tratta quindi di una mera retrospettiva, bensì di un vibrante scambio tra linguaggi differenti e artisti che condividono il medesimo orizzonte spaziale e suggestivo. Come sottolineato da Palestini durante la presentazione, la storia monumentale della Fortezza non si limita a fare da scenografia, ma entra in profonda relazione con le opere stesse e con la memoria degli ambienti che le accolgono, riprendendo un percorso di respiro internazionale. Una ripartenza culturale celebrata con orgoglio anche dalla sindaca Cristina Di Pietro, la quale ha ribadito l’impegno dell’Amministrazione nel rinnovare l’attenzione verso l’arte e nel costruire nuovi percorsi di condivisione, resi ancora più solidi dal recente accordo stipulato con l’Università di Teramo.
