Dopo lo stallo della prima votazione, la dirigente scolastica provinciale ha annunciato il passo indietro per il rinnovo del consiglio di indirizzo. Rivendica i voti ottenuti sul campo delle competenze e richiama le istituzioni al rispetto rigoroso dell’Avviso pubblico su istruzione e ricerca, senza “interpretazioni di comodo”
TERAMO – Clara Moschella, dirigente scolastico provinciale di Teramo, si è chiamata fuori dalla corsa per il Consiglio di indirizzo della Fondazione Tercas. Una decisione arrivata a seguito della prima votazione – conclusasi con un pareggio di consensi tra lei e Fiore Zuccarini, che aveva rialimentato polemiche mai sopite all’interno del centrosinistra teramano – che la stessa dirigente ha voluto motivare pubblicamente “non soltanto per un’esigenza di chiarezza, ma perché ogni scelta, soprattutto quando maturata in un contesto istituzionale, deve poter essere ricondotta con trasparenza alle motivazioni che l’hanno ispirata“.
La situazione di parità registrata nell’urna non viene letta da Moschella come una sconfitta, come da più parti era stata etichettata. Al contrario, la dirigente scolastica rivendica con orgoglio il consenso ricevuto: “Il 4-4 della prima votazione, pur determinando formalmente uno stallo, rappresenta per me un risultato equiparabile a una vittoria: quei quattro voti sono maturati ponendo competenza, titoli, curriculum e merito quali prerequisiti della scelta, in coerenza con una precisa indicazione dell’Avviso“.
Nonostante questo, ha scelto di fare un passo indietro per non esacerbare il clima. “Non intendo, tuttavia, diventare il punto sul quale possano scaricarsi tensioni e lacerazioni originate da legami e consuetudini appartenenti ad altre sfere – si legge nella sua nota -. Il senso di responsabilità mi impone, dunque, di sottrarmi a una contesa che rischierebbe di allontanarsi dal terreno sul quale avrebbe dovuto svolgersi: quello del merito“. Nel ringraziare chi le ha accordato fiducia, la dirigente scolastica ha lanciato un chiaro e fermo richiamo al rigore istituzionale e ai requisiti originari richiesti dall’Avviso del sindaco di Teramo, che puntava su profili espressione dei settori dell’istruzione, della formazione e della ricerca.
“Sono parole dal significato preciso – ha rimarca puntualmente Moschella – che non hanno bisogno di sinonimi creativi né si prestano a interpretazioni di comodo: individuano ambiti sostanziali di esperienza e competenza. E quando un Avviso sceglie determinate parole, quelle parole dovrebbero conservare il loro significato anche nel momento in cui si è chiamati a scegliere“. La speranza manifestata è che le istituzioni e le realtà associative del territorio “sappiano mantenere coerenza tra i valori che dichiarano e le scelte che compiono“, poiché è proprio da questa coerenza che i valori traggono credibilità. Quello di Clara Moschella, tuttavia, potrebbe non essere un passo indietro definitivo, ma piuttosto una pausa in attesa di un clima diverso. La dirigente annuncia infatti di ritirare la candidatura “riservandomi di riproporla quando titoli, competenze e specificità professionale torneranno a rappresentare la linea guida prioritaria della scelta“.
La chiosa finale è all’insegna della pacatezza istituzionale: “Mi congedo, dunque, con serenità, senza perdere la fiducia nelle istituzioni e nella convinzione che, nel tempo, la coerenza tra ciò che un Avviso indica e il modo in cui viene interpretato e applicato finisca per restituire alle scelte la loro giusta misura“.
