Cerimonia buddhista a Katmandu organizzata dalla comunità degli sherpa per il biologo teramano deceduto sulle vette nepalesi. Sbrigate le ultime formalità, il rientro delle ceneri a Villa Zaccheo tra domani e domenica
TERAMO – Una piccola cerimonia in un monastero buddhista, voluta dall’altra sua comunità, quella degli amici sherpa, vicini dalla prima ora, uniti a lui da fratellanza e passione per le vette: il saluto a Marco Di Marcello è stato intriso di significati e di commozione, svolto secondo il rituale religioso locale, a Katmandu. Un’altra testimonianza che assieme allo sforzo immane di proseguire nelle ricerche fin quando il suo corpo non è stato restituito dalle nevi himalaiane, consegna a noi occidentali la cifra della stima e del valore dei rapporti che il biologo teramano di 37 deceduto nella spedizione verso il Dolma Khang, aveva seminato e raccolto da quelle parti. Un addio sincero e sentito, organizzato dal ‘fratello’ Phurba Tenjing, che ha assistito i famigliari in questi giorni di rinnovato dolore in Nepal. Lo stesso Phurba immortalato in un selfie sull’Everest, lo scorso maggio, mentre mostra le foto con Marco e Paolo Cocco (l’altro abruzzese morto sotto alla valanga a quota 5.400 metri), e dedica loro quella che era l’impresa dei sogni di tutti e tre
Al termine della cerimonia religiosa, la moglie Marzia, il fratello Gianni e la mamma Antonietta sono rientrati in hotel, in attesa della cremazione del corpo dell’appassionato alpinista, in programma tra stasera (tarda mattinata in Italia) o domattina (notte in Italia). Procedura di legge prevista per tutti quei casi in cui sia coinvolta una salma straniera. Le ceneri viaggeranno con i famigliari, probabilmente a Ferragosto, per il rientro a Teramo, molto probabilmente per la giornata di domenica.


