L’opposizione punta il dito contro l’amministrazione dopo l’approvazione del rendiconto 2025. Bocciata in Consiglio la proposta della minoranza di rinunciare alle indennità di funzione: “Chi governa lo fa da dodici anni, inaccettabile scaricare le responsabilità sugli uffici o sulle regole contabili”
CAMPLI – Sull’approvazione del Rendiconto 2025 da parte del Consiglio comunale di Campli, con la ‘certificazione’ di un disavanzo di 6,6 milioni di euro, si scatena la dura reazione del gruppo consiliare di opposizione ‘Svolta Campli’. La minoranza, che in aula aveva depositato un ordine del giorno per chiedere un gesto concreto di responsabilità, ovvero la rinuncia volontaria alle indennità di funzione e ai gettoni di presenza, si è vista respingere la proposta dalla compagine di maggioranza.
I consiglieri di opposizione respingono fermamente i tentativi dell’amministrazione di addossare le colpe agli uffici o alle gestioni passate, ricordando come gli attuali vertici governino di fatto il Comune da dodici anni, prima con la delega al bilancio e poi con la fascia tricolore. Smontata anche la giustificazione legata al cambio delle regole contabili, in vigore in tutta Italia già dal 2015: “Non sono cambiate le regole nel 2025 – si legge nella nota del gruppo consiliare -. È cambiato che nel 2025 qualcuno le ha finalmente applicate“.
‘Svolta Campli’ rivendica il proprio senso di responsabilità per non aver fatto ostruzionismo sulla procedura di riequilibrio, evitando così lo spettro di un dissesto immediato, ma avverte la cittadinanza sulle inevitabili ricadute del piano di rientro che dovrà tornare in aula entro 90 giorni. Le misure dettate dalla normativa si tradurranno in aliquote portate ai massimi consentiti, blocco dell’indebitamento e drastici tagli. “In lingua corrente, più tasse e meno servizi, per una intera stagione amministrativa“, prosegue l’opposizione, concludendo con un severo monito: “I numeri sono pazienti. Non dimenticano, non perdonano, e alla fine presentano il conto. Oggi il conto è arrivato. Il nostro lavoro, da domani, è fare in modo che a pagarlo non siano soltanto i camplesi“.
