Blackout all’ospedale, la Asl diffida l’Enel: “Disservizi impensabili, a rischio macchinari e farmaci”

Il prolungato distacco di energia elettrica ha costretto l’azienda a limitare i consumi e l’uso dei condizionatori. Il direttore generale Di Giosia annuncia la conta dei danni e mette in guardia sui pericoli per le apparecchiature elettromedicali e i medicinali termolabili

TERAMO – L’Azienda sanitaria locale di Teramo passa alle vie legali e invia una formale diffida all’Enel a causa del prolungato blackout che, dal primo pomeriggio di oggi, sta compromettendo la normale attività dell’ospedale Mazzini. L’interruzione della fornitura elettrica si è verificata intorno alle 14:30; sebbene i gruppi di continuità del presidio ospedaliero siano entrati immediatamente in funzione per tamponare l’emergenza, il perdurare del guasto ha generato una situazione di forte criticità e allarme.

Nel corso del pomeriggio, infatti, la direzione si è vista costretta a disporre una drastica riduzione dei consumi di energia all’interno della struttura, arrivando a limitare l’attività dell’impianto di condizionamento (in particolare nel terzo lotto) per non sovraccaricare i sistemi di emergenza. A complicare ulteriormente il quadro sono stati i continui sbalzi di corrente, che hanno già causato malfunzionamenti e problemi ad alcuni dispositivi informatici ospedalieri.

“Questo lungo blackout sta creando disagi ai pazienti, è davvero impensabile che nel 2026 accadano disservizi del genere – ha dichiarato non senza forte irritazione il direttore generale della Asl, Maurizio Di Giosia -. Speriamo che la situazione si risolva presto. Una volta ripristinato il servizio penseremo a valutare la situazione e a contare eventuali danni. Il timore è per alcune apparecchiature elettromedicali“. I potenziali danni materiali e, soprattutto, i rischi per la continuità assistenziale sono al centro del documento di diffida inoltrato all’azienda elettrica. All’interno dell’atto, il direttore generale ha messo nero su bianco il grave pericolo legato al possibile deterioramento dei farmaci termolabili e dei beni alimentari conservati nella struttura, evidenziando inoltre la totale impossibilità di utilizzare attrezzature mediche fondamentali qualora l’assenza di energia elettrica di rete dovesse protrarsi ancora a lungo.

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