Falce e martello: Acerbo insorge, Casa del Popolo aderisce alla manifestazione

Rifondazione Comunista e gli Antifa teramani si scagliano contro il sindaco Altitonante, respingendo la tesi dei problemi di sicurezza. Il segretario nazionale lancia l’appello per una grande mobilitazione unitaria

MONTORIO – La controversa rimozione della storica falce e martello a Montorio, decisa dal sindaco Fabio Altitonante, scatena un’ondata di sdegno anche fuori dal consiglio comunale. Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, definisce l’atto voluto dal primo cittadino “un’infame offesa alla storia delle classi lavoratrici e popolari“, storiche protagoniste della Resistenza e delle battaglie per la giustizia sociale. Acerbo respinge fermamente le giustificazioni legate alla sicurezza pubblica, sottolineando che, in tal caso, l’amministrazione avrebbe dovuto annunciare l’immediata ricollocazione del manufatto. Per il segretario si tratta di un’operazione dal sapore revanscista, motivo per cui ha lanciato un appello a partiti, sindacati e associazioni per organizzare una grande manifestazione unitaria di protesta.

Sulla stessa lunghezza d’onda si posiziona la Casa del Popolo di Teramo, che attacca duramente il primo cittadino accusandolo di voler cancellare la memoria storica del territorio per meri intenti propagandistici. Secondo l’associazione, in questi anni l’amministrazione avrebbe avuto tutto il tempo per stanziare i fondi necessari al consolidamento dell’opera, forgiata nel dopoguerra dal fabbro Bruno Di Donatantonio, anziché optare per una rimozione d’urgenza. Unendosi alla richiesta di immediato restauro e riposizionamento del grande simbolo operaio, la Casa del Popolo ha confermato la propria adesione all’assemblea popolare cittadina convocata per domenica 30 agosto, ribadendo con forza che “la memoria storica non si cancella“.

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