Neurochirurgia, il primario Tartara in aspettativa, smentite le voci di addio

Dal 2 settembre – per due mesi – la direzione del reparto del Mazzini sarà affidata a Corrado Lucantoni per un congedo legato a motivi strettamente personali. Di Giosia spegne le polemiche su presunte frizioni e ribadisce l’assoluta infondatezza di una fusione con il reparto dell’Aquila

TERAMO – Dal 2 settembre, e per la durata di due mesi, il direttore della Neurochirurgia dell’ospedale Mazzini di Teramo, Fulvio Alberto Tartara, beneficerà di un periodo di aspettativa per motivi esclusivamente personali. Durante la sua assenza, la guida temporanea del reparto del presidio ospedaliero teramano sarà affidata al dottor Corrado Lucantoni.

La direzione della Asl di Teramo è intervenuta per smentire le indiscrezioni che ipotizzavano un addio del primario legato a presunti malumori o a contrasti con i vertici aziendali. La decisione di accordare l’aspettativa risponde unicamente alla volontà di venire incontro a una legittima esigenza privata del professionista. Il direttore generale, Maurizio Di Giosia, ha rimarcato il rapporto di profonda stima e la stretta collaborazione che legano l’azienda al dottor Tartara. Sotto la sua direzione negli ultimi diciotto mesi, la Neurochirurgia teramana ha raggiunto traguardi di assoluta eccellenza, introducendo metodiche chirurgiche avanzate nel campo cranico, oncologico e della colonna, prestazioni raramente disponibili persino nelle regioni limitrofe.

A conferma della forte centralità strategica del reparto, l’azienda ha sottolineato i recenti e ingenti investimenti effettuati in tecnologie di ultima generazione, tra cui i sistemi operatori per la colonna vertebrale e un nuovo neuronavigatore. Un potenziamento che è destinato a consolidarsi ulteriormente grazie alle imminenti assunzioni nell’Unità di Anestesia e Rianimazione, le quali consentiranno di incrementare in modo significativo il numero delle sedute operatorie. Alla luce di questa chiara volontà di espansione, i vertici della Asl bocciano senza appello anche una seconda voce circolata in queste ore: l’ipotetico accorpamento della Neurochirurgia del Mazzini con quella del San Salvatore dell’Aquila. Di Giosia ha definito la prospettiva di trasformare il reparto teramano in una semplice ‘costola’ sotto la direzione del capoluogo regionale come una ricostruzione totalmente infondata e frutto di un eccessivo esercizio di fantasia, ricordando inoltre la strenua battaglia condotta in passato proprio dall’attuale direzione aziendale per tutelare e salvaguardare la sussistenza dell’unità operativa complessa.

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