I liquidatori lavorano a due strategie distinte entro l’anno per rilanciare le stazioni montane. Altri due weekend per la cabinovia. Intanto per i lavori sulla via Ferrata dei Ginepri, out da oggi l’accesso al Rifugio Franchetti
TERAMO – Il futuro delle stazioni turistiche montane del versante teramano del Gran Sasso passa per due percorsi amministrativi distinti. Entro la fine dell’anno, i liquidatori della Gran Sasso Teramano, muovendosi in accordo con la Provincia e le rispettive amministrazioni comunali di Pietracamela e Fano Adriano, puntano alla pubblicazione di due bandi separati per le località di Prati di Tivo e Prato Selva. Per quest’ultima stazione, accogliendo anche le istanze del sindaco di Fano, Luigi Servi, si sta lavorando a un bando di vendita definitivo che comprenderà sia il rifugio che gli impianti di risalita.
Completamente diversa, invece, la strategia messa in campo per i Prati di Tivo. L’intenzione della Gran Sasso Teramano è quella di ottenere una corposa proroga della convenzione con la Provincia (si ipotizza su una base decennale) limitatamente alla gestione della cabinovia. Questa soluzione tecnica renderebbe l’infrastruttura decisamente più appetibile sul mercato per l’individuazione di un nuovo concessionario, rimandando a una fase successiva le valutazioni relative agli altri impianti del bacino di Pietracamela.
Nel frattempo, per sfruttare al meglio la coda della stagione estiva, le attività in quota proseguono. L’apertura della seggiocabinovia è stata infatti prorogata: l’impianto continuerà a funzionare quotidianamente fino a questa domenica, per poi garantire le corse nei fine settimana del 12-13 e del 19-20 settembre, osservando in tutte le date indicate l’orario continuato dalle ore 8 alle ore 17. La brutta notizia arriva invece sul fronte degli accessi al Rifugio Franchetti: da oggi, per ordinanza del sindaco di Pietracamela, è vietato il passaggio sulla Ferrata dei Ginepri (ex Ferrata Brizio) per lavori di ristrutturazione. La riapertura quando i lavori saranno conclusi.
