Nel primo anniversario della morte, una messa di suffragio a Monte Sant’Angelo, paese di origine, per rendere omaggio allo storico volto della Digos, teramano d’adozione, protagonista negli Anni di Piombo nelle azioni contro le Br e bersaglio anche di un attentato sotto casa
TERAMO – Un anno esatto fa, il 3 ottobre 2025, veniva a mancare l’Ispettore Superiore della Polizia di Stato Giovanni ‘Gianni La Torre. Oggi una messa in suffragio è stata celebrata nel suo paese d’origine, Monte Sant’Angelo sul Gargano, dove la comunità locale si è stretta alla famiglia nella Chiesa dell’Immacolata Concezione. Anche a Teramo il ricordo dell’esponente delle Fiamme oro è sempre vivo, nel rispetto non soltanto di una carriera ma anche di una grande amicizia, che ha fatto di Gianni La Torre un teramano d’adozione.
E non potè essere altrimenti, essendo arrivato alla Questura teramana nel 1974. In Abruzzo e a Teramo ha costruito non solo i suoi legami familiari più profondi, ma anche una straordinaria carriera che lo ha visto coordinare prima la Squadra Ucigos e poi la Digos fino al pensionamento nel 2000. Nel mezzo una carriera in un periodo complesso e molto pericoloso sotto il profilo dell’emergenza politica. Nei cosiddetti Anni di Piombo, Giovanni La Torre si è trovato in prima linea contro l’eversione, al punto di finire nel mirino dei ‘Comunisti Combattenti’: il 20 febbraio 1979 fu vittima di un attentato sotto casa rivendicato dalla cellula estremista, che avevano fissato il suo nome nelle liste di proscrizione sequestrate nei covi delle Brigate Rosse tra l’Abruzzo e le Marche. Ma questo fu uno stimolo per lui nell’intensificare il suo lavoro catturando esponenti del terrorismo di estrema destra e sinistra, e supportando operazioni internazionali come l’arresto dell’eversore Valerio Viccei a Londra. Negli anni Novanta, aveva poi guidato la Digos in complesse indagini che smascherarono diffusi fenomeni di corruzione negli enti locali e nelle Asl.
Al rigore investigativo ha sempre affiancato una spiccata umanità e un forte senso di solidarietà. È intervenuto attivamente nei soccorsi durante i terremoti del Belice (1968) e dell’Irpinia (1980), organizzando per la Prefettura di Teramo la logistica degli aiuti. Si è inoltre speso per la tutela dei diritti dei colleghi in divisa, figurando tra i soci fondatori del sindacato autonomo SAP nel 1981 e ricoprendo incarichi di vertice fino al termine della sua carriera. E’ stato insignito delle alte onorificenze di Cavaliere e Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana, della Croce d’Argento e della Medaglia d’Oro del Ministero dell’Interno, e nel 2019 gli è stato conferito il Premio Nazionale Paolo Borsellino, un tributo definitivo per un uomo che ha saputo trasmettere il valore della legalità e del servizio alla collettività.
