'Podemos' e 'gattiani', è fuoco incrociato sulla convocazione della Commissione di garanzia sulla Teramo Ambiente

Il capogruppo Andrea Core ha presentato un ordine del giorno aggiuntivo alla riunione convocata dal presidente Fracassa: "Ben venga, ma apriamo il pentolone degli anni passati"
05 aprile 2019

TERAMO - Si apre un altro fronte nella querelle che coinvolge la tanto bistratta Teramo Ambiente, oltre a quelli sindacali, con i soci e con il tribunale fallimentare di Venezia: è quello della Commissione di garanzia e controllo, dove una parte della opposizione consigliare (leggi Futuro In), vuole trascinare la discussione sui recenti tagli al consuntivo 2018 e al Pef 2019, approvati nell'ultimo consiglio comunale. Se n'era parlato in assise civica, con la richiesta avanzata dal consigliere comunale gattiano Maurizio Salvi, ma l'approvazione del documento economico finanziario della partecipata a larghissima maggioranza (con 27 voti favorevoli su 31) sembrava avesse fatto mettere da parte l'argomento. A smentirlo però arriva la presa di posizione di Andrea Core, il capogruppo di 'Podemos', movimento civico di maggioranza del sindaco, che dà del 'distratto' al presidente della commissione, Franco Fracassa (suo omologo di Futuro In), per aver convocato "una commissione perfettamente inutile dal punto di vista pratico, utile unicamente per chi vorrà fare propaganda e speculazione su una situazione assai delicata: l’unico punto all’ordine del giorno - sostiene Core - è quello inserito nelle passate commissioni consiliari su Ambiente e Bilancio e poi affrontato lungamente e discusso".
E proprio tornando al consiglio, Core ribadisce di essere "estremamente favorevoli ad una commissione di garanzia sulla principale partecipata del nostro Comune, a condizione che si affrontasse finalmente tutto il pregresso dei rapporti tra chi ha amministrato e i vertici della TeAm stessa". Al punto tale che 'Podemos' ha inviato una richiesta di integrazione dell’ordine del giorno al Presidente Fracassa. L'obiettivo è chiaro, così come è chiaro che il sindaco Gianguido D'Alberto non voglia restare con il cerino in mano su una partecipata su cui non ha potuto incidere negli anni passati: "La Commissione - aggiunge il capogruppo Core - dovrà indagare e dare risposte ad interrogativi quali: perché dal 2010 al 2014 il Consiglio Comunale non ha discusso su preconsuntivi e Pef della sua principale partecipata? Chi si è sostituito al Consiglio e con quale mandato? Perché l’allora maggioranza sul tema crediti/debiti con la TeAm ha votato in un modo nell’assise comunale, salvo poi andare in direzione diametralmente opposta nel CdA della partecipata?".

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