'Sistema di sicurezza partecipata', dal questore l'invito ai sindaci ad utilizzare i Daspo urbani

Nel corso della Festa della polizia a Giulianova, De Simone ricorda i 27 comuni che hanno attivato la videosorveglianza, soltanto 6 dei quali però collegati con la questura
10 aprile 2018

GIULIANOVA - Passa anche attraverso l'emanazione di provvedimenti di Daspo urbani la sicurezza delle città, con i sindaci chiamati ad essere attori protagonisti del sistema di sicurezza partecipata, destinato a modificare radiclamente la cultura della protezione del territorio. E' stato questo il richiamo rivolto ai primi cittadini da parte del questore di Teramo, Enrico De Simone, chiamato ad offrire il quadro della garanzia dello stato di diritto in provincia di Teramo, in occasione della festa della polizia, ospiotata quest'anno al Kursaal di Giulianova Lido. Il responsabile dell'ordine pubblico, davanti alla platea formata perlopiù da addetti ai lavori ma anche da tanti sindaci, parlando in uno dei 7 centri costieri teramani che insieme registrano quasi il 55% dei reati complessivi, ha sottolineato come ormai «è ineludibile il coinvolgimento delle Polizie Locali, dei Comuni e degli Istituti di Vigilanza privata nella realizzazione di quel sistema di sicurezza partecipata - ha detto De Simone - nella cui direzione si è mosso recentemente anche il legislatore attraverso il decreto legge che attribuisce nuovi strumenti di sicurezza urbana ai Sindaci per il contenimento di quei fenomeni di marginalità e di esclusione sociale che danno luogo a comportamenti che pur non qualificabili dal punto di vista penale, influiscono negativamente sulla percezione da parte del cittadino del livello di vivibilità di determinate aree cittadine». Il controllo del territorio e la sua sicurezza non si garantiscono senza un adeguato sistema di videosorveglianza: «Nel Teramano hanno aderito già 27 comuni - spiega il questore -, anche se solo 6 hanno al momento la connessione informatica con la nostra Sala Operativa consentendoci di visionare le immagini in diretta». Attenzione ai gruppio criminali, provenienti soprattutto dalla Puglia e dal Lazio, ha detto De Simone, che mirano ai colpi nei bar, nelle sale gioco, ai self service dei distributori di benzina. «In particolare - ha concluso De Simone -, si registra un dato pressochè invariato per i furti, e una diminuzione di circa il 3% delle rapine. Sono in aumento invece le truffe e le frodi informatiche, le estorsioni e i reati in materia di stupefacenti, per un aumento del 2,98% del numero totale dei reati dell’intera provincia».

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