Adesso è vero, Abruzzo fuori dal commissariamento in sanità

Lo ha deliberato il Consiglio dei ministri riunito oggi pomeriggio a Roma. Soddifatto Paolucci
15 settembre 2016

PESCARA - Il Consiglio dei Ministri, nella seduta di oggi pomeriggio, ha deliberato l'uscita dell'Abruzzo dal regime commissariale della sanità. E' la prima Regione italiana - tra quelle commissariate - ad aver concluso la procedura. Già in mattinata la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome aveva dato parere favorevole all'uscita dal commissariamento.

«E' un risultato che ci riempie d'orgoglio - commenta l'assessore alla programmazione sanitaria Silvio Paolucci - frutto di un lungo lavoro, che negli ultimi due anni ha visto questa amministrazione regionale lavorare senza sosta per restituire agli abruzzesi la gestione della sanità. E un ringraziamento va al presidente Luciano D'Alfonso e alla struttura commissariale per la fiducia che hanno riposto in me. Oltre, naturalmente, al prezioso lavoro di accompagnamento, indirizzo e monitoraggio reso dai ministri dell'economia, delle finanze e della salute, e delle strutture tecniche competenti. Ci sono stati momenti difficili, ma tutte le scelte che sono state prese, avevano l'unico obiettivo di migliorare la qualità dell'offerta sanitaria ai nostri utenti».

Tra il 2014 e il 2016, l'assessorato regionale alla sanità ha collaborato con la struttura commissariale, operando principalmente su 5 ambiti di intervento: la programmazione sanitaria, la riorganizzazione delle reti del servizio sanitario regionale, la definizione dei percorsi assistenziali, l'aspetto economico-finanziario, il miglioramento dei livelli essenziali di assistenza (i Lea).

«Ora si apre una nuova fase - conclude Paolucci - che ci vedrà impegnati su nuove e altrettanto importanti sfide. Non posso, però, oggi non ringraziare tutti i cittadini abruzzesi e gli operatori del mondo della sanità. E, infine, ma non ultimi, i dipendenti dell'assessorato regionale alla sanità e dell'Agenzia sanitaria regionale, che hanno lavorato con passione e dedizione, nel rispondere efficacemente alle tante prescrizioni che in questi anni ci arrivavano da Roma»

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